E’ stato rilasciato dagli organizzatori il seguente comunicato:
A causa di contrattempi indipendenti da noi la “Marcia
funebre per la morte della democrazia” e’ temporaneamente
rimandata a data imprecisata.

A quanto pare la Questura di Roma dopo avere autorizzato la manifestazione, a 4 (quattro), dicasi quattro, giorni dalla data fissata, ha revocato il permesso. La motivazione sembra essere la compresenza di un altra e più importante (per loro) manifestazione, richiesta successivamente. Non si conoscono per ora altri particolari. Il “Funerale” è stato quindi rinviato a data da destinarsi. Speriamo che il morto regga.
Ci asteniamo da ulteriori commenti.

Anzi no. Uno lo facciamo. Se le autorizzazioni concesse con congruo anticipo vengono tuttavia revocate con quelle motivazioni, e non si rispetta un criterio naturale di precedenza della richiesta ci chiediamo quando mai le “piccole” manifestazioni avranno speranza di realizzarsi. Non solo, ma a questo punto per evitare che una manifestazione “spiacevole” per le forze politiche rilevanti si realizzi, basta convocarne un altra alla stessa data dichiarandola presumibilmente più “importante” (alias più numerosa) e il gioco della censura è compiuto. E questa sarebbe la libertà di espressione?