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La posta in gioco. Tra il rosso e il nero.
Posted By pino On 2nd Novembre 2006 @ 23:57 In Approfondimenti | Nessun Commento
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Non so se si è capito.
Ma qui, la posta in gioco è la democrazia. La sovranità. Nel suo significato proprio essenziale.
Chi decide per i cittadini? Il Parlamento. E chi decide per il parlamento?
Non dico la democrazia diretta, ma un pò di sana democrazia rappresentativa, quella vera, già sarebbe meglio dell’attuale scempio.
Nella foto una immagine del “gioco” Shocking Roulette Game. Come funziona? Cit.dal sito linkato: “Ognuno dei quattro volontari infila un dito nell’apposita apertura, si schiaccia un pulsante e… “les jeux sont faits”. Delle lucine lampeggianti e il suono di una roulette che gira sempre più lentamente fino a fermarsi fanno il resto, fino alla scossa finale che designerà il fortunato.
Per chi nella vita non ha sofferto abbastanza, per chi almeno una volta non ha saggiato l’incommensurabile piacere di infilare un dito in una presa o toccare un filo scoperto ci ha pensato Shocking Roulette Game, un gioco davvero di compagnia, che nel dolore non ti fa mai sentire solo.” Proprio come le nostre elezioni.
L’attuale legge elettorale, anzi, eletto-Reale, fotografa perfettamente la situazione. Non dico la democrazia diretta, ma almeno i rappresentanti ce li fate scegliere? Fateci almeno scegliere da chi vogliamo essere stramaledettamente rappresentati!
Invece si è sancito che non serve neanche più fare finta che i cittadini-elettori scelgano.
E se non possiamo, non dico scegliere quali leggi vogliamo, ma nemmeno scegliere chi ci rappresenta (ahinoi senza alcun vincolo di mandato), dov’è rimasta la democrazia? In quali nicchie si annida? In quali buchi si è nascosta?
E questo riguarda pensiero di destra e pensiero di sinistra. Pensiero democratico di destra e pensiero democratico di sinistra.
Io so, che esistono quelli che pensano la democrazia non si addica alla parte avversa. Che tranciano giudizi sommari e semplificatori. Buoni forse per una parte della parte avversa. Tuttavia è un fatto che esista una forte tradizione democratica all’interno del pensiero socialista e comunista. Ed esiste un pensiero liberale democratico con radici profonde e antiche. Anche in Italia. Il problema è che sia gli uni che gli altri sono ridotti al silenzio. Mai hanno contato nulla come oggi.
Destra e sinistra. Oggi, non esiste più alcuna politica di destra e di sinistra. Non a livello di governo reale. Qualsiasi sia il proprio patrimonio di valori, di convinzioni, compresa l’ideologia politica, esso non ha alcuna speranza di essere rappresentato oggi in parlamento. L’essere di destra o di sinistra (ammesso che questo possa descrivere in maniera soddisfacente la complessità di ciascuno) oggi, vorrei poter dire che rischia di essere una gabbia. Ma è già una gabbia. Una gabbia che impedisce di essere popolo e insieme decidere delle nostre comuni regole DEMOCRATICHE.
Perchè la democrazia (se mai è esistita), o la sempre sua fragile implementazione, oggi è ridotta al lumicino.
Un piccolo gruppo di persone decide le politiche e un piccolo gruppo di politici si contende il diritto di condurle, con pochi margini di differenza.
Noi non contiamo nulla. Ma non conta più nulla quasi più nessuno. Non solo i poteri di inter-mediazione di una volta, ma nemmeno certi poteri una volta forti. Poche persone decidono tutto. L’accentramento del potere trionfa.
Di fronte a questa situazione che ci fa intravedere una prospettiva fatta di guerre di vassallaggio, se non di cosche, sempre più sfrontate, vediamo una sola speranza.
Che i cittadini democratici (senza altre etichette) accettino le loro diversità. Si uniscano per la difesa e la pratica della democrazia. Si coordinino rispetto all’obiettivo di realizzare la sovranità del popolo. E lo facciano in modo che ogni singolo cittadino possa mantenere il controllo, sulla necessaria organizzazione, oltre la semplice espressione del voto. Praticando ciò che si predica.
Questo vuol dire anche costruire strumenti nuovi per la partecipazione al governo. Con nuovi strumenti normativi e tecnologici rivolti a mantenere il controllo sulla propria fettina di potere. Il controllo che oggi si limita al solo voto. E noi possiamo farlo da subito.
Ovviamente questo presuppone che si riconosca che la sovranità appartiene al popolo. Sempre. Senza se e senza ma. L’alternativa è nera come il baratro e forse anche rossa come il sangue.
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