nopizzoRiceviamo dall’amico Luca, e volentieri pubblichiamo, un intervento che sollecita i DD ad una presa di posizione esplicita. La cosa quasi mi ha sorpreso. Per due ragioni. La prima perchè per me è ovvio che non ci può essere democrazia nell’illegalità, specialmente quando questa illegalità è sopruso e sopraffazione attuati con la minaccia e l’uso della violenza. Che è violenza con molte facce: da quella fisica a quella morale. Da quella sugli individui a quella sull’ambiente.


Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità

La criminalità organizzata conosciuta come mafia ha attraversato nella sua troppo lunga storia molte stagioni.
Spesso ha operato sfrontatamente. Ricordiamo l’arroganza dei palazzinari degli anni settanta del “sacco di Palermo”. Gli enormi traffici di droga della “pizza connection”. Le stragi mafiose del 1992 di Capaci e via D’Amelio. Gli attentati del 1993, di Roma, di Milano e di via dei Gergofili di Firenze.

Oggi la mafia siciliana cerca di farsi dimenticare. Vuole tornare a fare i suoi affari in silenzio, senza clamore. La mafia non riempie più le prime pagine dei quotidiani, ma la sua pericolosità non è assolutamente diminuita. Anzi.

La seconda perchè ha ragione: c’è troppo silenzio. Perchè il sistema sta funzionando. E bene.
E’ quindi utile e necessario che si ribadisca che la battaglia per la democrazia va senz’altro di pari passo con quella per la legalità.
L’iniziativa di addiopizzo merita senz’altro di essere sostenuta. Ed è inoltre interessante anche per il tentativo che si intravede di creare un “circuito economico della legalità.” Ma la nostra lotta per la democrazia è intrinsecamente una lotta contro il sistema politico-affaristico-mafioso.

La storia della mafia, se qualcosa ci insegna, è proprio di diffidare dei lunghi periodi di silenzio ….. dopo il ventennio fascista …. dopo la guerra di mafia del primo sacco edilizio di Palermo culminata con la strage di viale Lazio a Palermo …. il silenzio seguito alla seconda guerra di mafia degli anni ottanta vinta dai corleonesi ha significato una grande espansione che ha condotto all’assurda violenza stragista.

La mafia ogni volta che ha avuto dalla sua il silenzio delle Istituzioni e della società civile, si è riorganizzata ed è tornata alla ribalta più forte, violenta e spregiudicata di prima.

La mafia con la sua enorme potenza economica condiziona il mondo politico locale e nazionale e i molti processi di mafia che vedono tra i protagonisti, o coinvolti, onorevoli regionali siciliani e deputati e senatori nazionali la dice lunga sulla pericolosità infiltrante della mafia.

La mafia opprime una parte della nazione direttamente e nell’altra ricicla enormi quantità di denaro inquinando l’economia locale. L’imprenditore mafioso che investe i suoi soldi nel nord Italia non deve farli fruttare, devo solo farli girare per giustificare il suo patrimonio, facendo una concorrenza sleale e malata alle imprese legali che di onesto lavoro vivono.

Ecco perché un movimento politico di rinnovamento non può prescindere da un impegno antimafia incondizionato, forte, chiaro e deciso a 360 gradi, al nord come al sud.

Ecco perché anche i Democratici Diretti devono a mio avviso prendere posizione senza incertezze.

Bisogna sostenere senza indugi i comitati spontanei sorti dalla popolazione locale …. i primi ad avvertire sulla propria pelle la crudeltà e il sopruso della criminalità organizzata … ecco che comitati come ADDIOPIZZO vanno seguiti, sostenuti e promossi su tutto il territorio nazionale.

Peppino Impastato diceva “la mafia uccide, il silenzio pure”.

Grazie dell’attenzione

Noi siamo certi che la stragande maggioranza dei cittadini italiani non vuole vuole la criminalità e non la vuole a tutti i livelli. In questo senso siamo anche certi che il potere criminale trova sicuramente un terreno consono al suo sviluppo quando la politica si fa usare, e quindi quando il potere democratico (già conculcato col sistema rappresentativo) viene scippato dai cittadini e condizionato con la paura, il ricatto, la corruzione direttamente da capi criminali. Ora, mi vengono i brividi, ripensando che questa ultima frase potrebbe andare bene anche per chi è stato ed è seduto sulle poltrone del potere politico.
Il mostro ha mille facce. Le nostre lotte sono le stesse. E’ inammissibile cedere il nostro denaro, la nostra economia (e la nostra dignità) a strutture criminal-feudali. Ricordiamoci però che non ne usciremo se poi al momento di scegliere come governarci, saremo sempre costretti a cedere il nostro potere politico ad altri che lo gestiranno per noi. La perdita di controllo sul proprio potere decisionale concentra potere in poche mani con conseguenze osservabili di cui la perpetuazione dei sistemi criminali è uno degli effetti.