VENERDI’ 2 Marzo, dalle ore 21.15 alle ore 23.45
presso quella che se andrà bene alla maggioranza sarà la sede dei nostri incontri e del futuro comitato dei dd romani e cioè
in VIA FEDERICO BORROMEO, 75 (zona primavalle) (*)
(continua…)
Fonti: PRAGUE DAILY MONITOR/ÄŒTK / PUBLISHED 15 FEBRUARY 2007
Traduz. di Pino Strano
La televisione pubblica ceca Czech Television (CT) ha segnalato che la municipalità di Visky, nei dintorni della base di addestramento di Brdy nella Boemia centrale, dove potrebbe essere collocata una base radar U.S.A. , è la seconda cittadina che vuole tenere un referendum sulla base.
Visky ha seguito l’esempio della vicina Trokavec i cui rappresentanti hanno annunciato la settimana scorsa che terranno un referendum sul sistema radar il 3 Marzo.
Commento I cittadini cechi si preoccupano giustamente per una base radar da costruire nelle vicinanze del loro paese, si indignano per non essere stati avvertiti, e i sindaci appoggiano il referendum. In Italia ci costruiscono una mega base militare nel cuore di una importante e storica città e i cittadini devono stare zitti e mosca, e guai anche ai politici che osino solidarizzare. Dire che siamo una colonia, è dire poco. |
La CT ha riportato che “Gli abitanti sono esplicitamente contrari alla presenza di una base radar in quell’area”. Essi temono un possibile attacco contro la base USA e gli effetti di un potente sistema radar sul corpo umano.
Mentre il ramo regionale dell’opposizione Social Democratica (CSSD) appoggia i referendum locali, i Democratici Civici (ODS) al governo sono invece contrari.
(continua…)
A quanto pare sta riprendendo fiato un percorso di unificazione europea che sembrava sconfitto dopo i NO dei referendum olandese e francese. Lì i cittadini hanno avuto la fortuna di potersi esprimere direttamente sull’approvazione o meno della Costituzione Europea.
In Italia è scontato che solo il parlamento (alias i partiti) può decidere di consultare i cittadini su questa materia(1). Ma non l’ha fatto il parlamento di destra, nè sembra affatto intenzionato a farlo quello di sinistra.
Noi vogliamo che i cittadini possano esprimersi tramite referendum su qualsiasi futuro progetto di Costituzione Europea.
Diciamolo chiaro: non ci interessa una Europa delle banche e dei partiti! Se l’unione europea deve essere un altro passo verso l’ulteriore riduzione e allontanamento della partecipazione democratica dei cittadini al governo della cosa pubblica, allora è meglio nessuna europa. (continua…)
Venerdì 26 gennaio 2007 a Rovereto abbiamo organizzato una
serata dedicata alla partecipazione dei cittadini e alla democrazia diretta.
Si intitolava “Quando contano i cittadini?“.
Titolo apparentemente strano, che era stato deciso partecipativamente da un gruppo di 9 amici.
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stefanogrini[at]gmail.com
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