A quanto pare sta riprendendo fiato un percorso di unificazione europea che sembrava sconfitto dopo i NO dei referendum olandese e francese. Lì i cittadini hanno avuto la fortuna di potersi esprimere direttamente sull’approvazione o meno della Costituzione Europea.
In Italia è scontato che solo il parlamento (alias i partiti) può decidere di consultare i cittadini su questa materia(1). Ma non l’ha fatto il parlamento di destra, nè sembra affatto intenzionato a farlo quello di sinistra.
Noi vogliamo che i cittadini possano esprimersi tramite referendum su qualsiasi futuro progetto di Costituzione Europea.

Diciamolo chiaro: non ci interessa una Europa delle banche e dei partiti! Se l’unione europea deve essere un altro passo verso l’ulteriore riduzione e allontanamento della partecipazione democratica dei cittadini al governo della cosa pubblica, allora è meglio nessuna europa.

Dopo la fase di stasi a seguito delle sconfitte referendarie, i governi non si sono interrogati sulle ragioni profonde del rifiuto. Si è voluto cogliere solo la matrice sciovinista e nazionalista e non la saldatura che si è creata tra quella e la matrice profondamente democratica e partecipazionista del rifiuto. Il risultato è che sostanzialmente hanno discusso solo di come trovare mezzi per riprovarci e fare inghiottire il pillolone.
L’occasione per il rilancio della ipotesi di mostro centralista europeo è data dal 50 esimo del trattato di Roma.

E cominciano manovre avvolgenti e demagogiche.
Il 24 e 25 marzo 2007 Roma ospiterà il primo Vertice della gioventù dell’UE.
Graziosamente dedicato al tema “La tua Europa - Il tuo futuro”. “All’evento parteciperanno 200 giovani di tutti i paesi dell’UE, con formazioni e percorsi diversi, per discutere dell’Unione europea che vorrebbero per i prossimi 50 anni”. Perchè solo 200? Chi ha scelto questi giovani? Da dove provengono?
Ma sopratutto non si intravede nei lavori dietro le quinte di strasburgo nessuna volontà di interpretare l’Europa come Europa dei cittadini. Come processo dal basso. Che DEVE prevedere la partecipazione dei cittadini. Anzi, si discute di ripartire con la stessa proposta costituzione in una forma tale che non debba più essere necessario alcun referendum in alcun paese. Vedremo se queste manovre avranno successo. Per fortuna non tutti i popoli europei sono muli silenti come siamo noi popolo italiano. Drogato dal partito mediaset o privato anche della speranza di cambiamento da una sinistra parlamentare burocratica e lobbista.

Noi non siamo contro l’Europa. Noi siamo per una Europa dei Cittadini che allarghi gli spazi di partecipazione democratica e rispetti al massimo le autonomie locali: che le supporti dandogli la linfa degli strumenti della partecipazione diretta.

Noi, nel nostro piccolo, daremo il massimo contributo in questa direzione. Di cui l’European Citizen Initiave rappresenta un tassello.
Per questa Europa i cittadini europei si incontreranno a Berlino, proprio nei giorni del 50.esimo dal 23 al 25 marzo per una conferenza dal chiaro titolo: “Europe - not without the people!”

Nota (1):
In italia, per norma costituzionale, i cittadini non possono richiedere referendum sui trattati internazionali. Una norma già di per sè criticabilissima, e che viene interpretata estensivamente quando si ritiene che i cittadini non possano richiedere di decidere sulla Costituzione Europea che di fatto limiterebbe la costituzione italiana stessa! Una intepretazione che riteniamo semplicemente assurda. In pratica il parlamento può decidere di cedere porzioni di sovranità ad un ente terzo e i cittadini (a cui spetta la sovranità a norma dell’art.1) non possono opporsi. C’è da chiedersi se questa interpretazione dell’art.75 della costituzione (che viene fatto prevalere sull’art.1) sia costituzionalmente valida. Chi scrive ritiene invece che quella interpretazione tradisca lo spirito stesso della Costituzione Italiana.