pubblicato in: Approfondimenti
scritto da: pino

 di Paolo Michelotto

ho ricevuto oggi una telefonata dal direttore della Biblioteca Civica, Gianmario Baldi che mi diceva che ci sono problemi per la presentazione del libro “Democrazia dei Cittadini” per il 22 Novembre 2008. Dice che “non c’è chiarezza su ciò che faremo nella saletta”. Scava scava, il problema sta nel fatto che nell’ultima email inviata dicevamo che avremmo iniziato a raccogliere le firme dei referendum alla fine della presentazione. E ciò non si può fare, non all’interno della biblioteca. Bene. “Chiarito” che il regolamento della biblioteca non lo permette, gli ho quindi “chiarito” che avremmo raccolto le firme fuori, nella piazzetta del Mart. Sembrava tutto a posto.

Dopo due ore mi ha ritelefonato dicendomi che aveva ricevuto varie telefonate che “chiarivano” che l’incontro non si doveva fare perchè “non c’era chiarezza”. Quindi era “chiaro” che il problema non era la raccolta firme, che era stato risolto, ma proprio la presentazione del libro. Gli ho chiesto da parte di chi è stato chiamato e mi ha detto vagamente da vari membri del consiglio di gestione della biblioteca. Bene. Gli ho detto che avrei scritto una lettera che “chiariva” con precisione che avremmo presentato il libro all’interno della biblioteca e raccolto le firme fuori. Lui mi ha detto che avrebbe avvisato alcuni dei membri del comitato di gestione e poi mi avrebbe saputo dire.

Sotto riporto la lettera che gli ho inviato.

Poi ho cercato su internet chi fa parte del comitato di gestione della biblioteca ed ho scoperto che…
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17/11



pubblicato in: Approfondimenti
scritto da: pino

…per questo nelle ultime due settimane siamo stati sottoposti all’attacco “informatico” di qualcuno che, evidentemente, non è felice che la democrazia diretta esista.

Non era poi così difficile. Usavamo un software piuttosto absoleto e internet è piena di “istruzioni” (anche step by step! a uso di chi vuol credersi bravo con poco) su come fare a danneggiare siti come era il nostro. Ma eravamo fiduciosi del fatto che, in fondo essendo così piccoli, non stavamo poi in verità dando fastidio a nessuno.

La nostra, pensavamo, è un’opera più di testimonianza che di vera azione politica. Pure, evidentemente ci sottovalutiamo e sottovalutiamo forse noi stessi la forza delle nostre idee, le uniche, in verità, capaci di dare uno sbocco vero alla crisi senza fine dell’Italia e della sua democrazia. Che è una crisi che si aggiunge alla crisi economica e che la precede da tempo e la approfondisce.

La chiarezza e la limpidezza delle nostre idee non consente a nessuno di appropriarsi del significato della democrazia diretta, magari sostenendone in realtà solo i simboli o il nome. E nello stesso tempo offriamo strumenti e un patrimonio di riflessioni che sono assolutamente utili e necessari a tutto il movimento generale per andare verso un cambiamento reale.
Per questo, oggi più che mai, anche la nostra semplice esistenza ha un significato.

16/11