pubblicato in: Approfondimenti
scritto da: rorro david

Referendum veri: presentato al Senato un disegno di legge per l’istituzione dei referendum deliberativi a iniziativa popolare senza quorum!

Sapevamo che doveva essere presentato un disegno di legge di modifica costituzionale per l’introduzione di strumenti di democrazia diretta. Ora abbiamo esaminato il testo, presentato dal sen. Peterlini, e possiamo dire, con grande entusiasmo, che è un OTTIMO disegno di legge. Direi, quasi perfetto (*).

E’ una grandissima opportunità che tutti noi cittadini, che abbiamo a cuore la democrazia, dobbiamo cogliere. Occorre appoggiare questo disegno di legge con tutta la forza di cui siamo capaci. E il nascente Coordinamento per l’Introduzione dei Referendum Deliberativi a Iniziativa Popolare senza Quorum, ha ora anche un riferimento normativo che credo dovrà fare decisamente proprio.

Il disegno di legge prevede:

–>L’iniziativa popolare legislativa

In sintesi: i cittadini possono avanzare una proposta di legge, il parlamento deve discuterla e approvarla entro un periodo di tempo stabilito, se non lo fa, o se ne approva una versione emendata il comitato promotore può richiedere l’avvio del referendum legislativo.

Il parlamento può avanzare una controproposta. In questo caso l’elettore dovrà decidere se approva l’una e/o l’altra.  E, nel caso entrambe fossero ritenute valide scegliere quale delle due preferirebbe.

Il parlamento non può modificare la legge risultante nel corso della legislatura. (more…)

23/06



pubblicato in: Approfondimenti
scritto da: rorro david

La rete li attacca, li minaccia, li costringe a difendersi. E loro attaccano la rete, la minacciano, e la costringono a difendersi. Questa è una guerra, ha le sue strategie, i suoi colonnelli, i suoi arsenali e i suoi eserciti. Loro non molleranno mai, noi neppure. Nel frattempo, l’informazione muore. Muore perchè nessuno ha il tempo di occuparsi di lei. Levi, la Carlucci, D’Alia, Barbareschi, Alfano sparano. Grillo, Travaglio, Byoblu, Martinelli, Di Frenna, Punto Informatico contrattaccano. Tonnellate di carta. Di cellulosa quella dei DDL, digitale quella dei blog. Fiumi di caratteri spesi in trincea. Per le notizie, quelle vere, lo spazio si riduce. Lo scopo è raggiunto. La gente non vuole più scendere in piazza per manifestare contro il portatore sano di pedocrazia, per chiedere le dimissioni di un governo che ha messo cittadini in divisa a pattugliare le strade, che respinge e affonda imbarcazioni di disperati, che mette fuorilegge i giornali, che espone l’Italia al ludibrio internazionale, che accoglie dittatori con tutte le onorificenze. La gente ormai (more…)

20/06



pubblicato in: Approfondimenti
scritto da: stefanogrini

da VERADEMOCRAZIA.IT

Ci sono decine di ragioni etiche, filosofiche e pratiche per abolire il quorum nei referendum.
Qui tento di riassumerne alcune.

  1. non c’è il quorum in nessun paese dove il referendum e l’iniziativa funzionano davvero come ad esempio in Svizzera, a livello dei singoli stati degli USA (California, Oregon etc)
  2. non c’è quorum di partecipazione neppure in Irlanda, Spagna, Regno Unito, Francia
  3. c’è il quorum più basso del 50% in alcuni paesi: del 40% in Danimarca e del 25% in Ungheria
  4. tutti i paesi dove il referendum pur previsto, non è applicato frequentemente o completamente, prevedono il quorum.
  5. le elezioni amministrative, comunali, provinciali e regionali in Italia non prevedono nessun quorum di partecipazione
  6. In molti paesi del mondo la percentuale media degli elettori che si recano alle urne è vicina o al di sotto del 50% degli aventi diritto, come ad esempio negli USA. Nelle elezioni presidenziali del 1996 vinse Clinton, ma la percentuali dei votanti fu del 49% degli aventi diritto. Nessuno si sognò di mettere in dubbio la sua legittimità democratica solo perché meno della metà degli aventi diritto si recò alle urne a votare.
  7. il referendum confermativo su una legge di modifica costituzionale sul federalismo (previsto automaticamente per le riforme costituzionali) effettuato nel 8 ottobre 2001 dopo che la maggioranza di centro sinistra aveva introdotto delle modifiche costituzionali, non aveva obbligo di superare il quorum ed ha avuto una percentuale di elettori votanti del 34% sugli iscritti a votare nella media nazionale (di cui 64,2 % per il si, ossia il 21,8 % degli aventi diritto al voto totali ha detto sì e il referendum è passato). Esistono referendum di serie A (quelli costituzionali, determinati dai partiti politici) senza obblighi di quorum e quelli di serie B (quelli chiesti dai cittadini con faticose raccolte di firme) con maggiori obblighi?
  8. il quorum a livello locale non è previsto in nessuna legge nazionale che regola gli enti autonomi, neanche nel Testo Unico delle Leggi sull’Ordinamento degli Enti Pubblici – Decreto Legislativo 18 Agosto 2000, n. 267. Si parla di referendum, ma non si fissano quorum.
    alcuni comuni, come Ferrara prevedono nel loro statuto il quorum per i referendum del 40 %, ulteriore prova del fatto che sono i consiglieri a decidere sulla percentuale del quorum. E’ una loro stretta scelta politica, non un’imposizione dettata da qualche legge nazionale.
  9. Dato il tasso di astensione dal voto che è in continua crescita è verosimile che in futuro (come è già stato nel recente passato) sia impossibile o molto difficile raggiungere il quorum. Quindi il referendum diverrebbe uno strumento inutile.
  10. La democrazia si nutre di scelte non di astensioni. La presenza del quorum scoraggia la partecipazione e preclude la possibilità dell’astensione vera e propria. Dove non esiste il quorum, chi è contro la proposta contenuta nel referendum, partecipa per votare no. In Italia, almeno da quanto appare negli ultimi anni, chi desidera votare no, semplicemente evita di andare a votare e quindi somma il proprio voto negativo a tutte le astensioni, facendo vincere scorrettamente la propria scelta. Infatti spesso vince il partito del no, anche se in minoranza nel paese. Faccio un esempio concreto. Supponiamo che il 30% dei cittadini non abbia voglia di votare come nelle ultime elezioni (media ultime elezioni molto vicina al 70 %), il 21% desideri votare no e il 49% desideri votare sì. Se il 21% che desidera votare no, in realtà non va a votare, sollecitato da politici senza scrupoli (esempio ben noto di Craxi che invitò i cittadini ad andare al mare, ripreso da Bossi in almeno un referendum) o per mancanza di informazioni sull’argomento nei media nazionali, o perché tutti i partiti sono ostili e si coalizzano nel mantenere silenzio sull’argomento, il referendum non raggiunge il quorum (30% non votanti più 21% che avrebbero votato no ma che hanno preferito disertare le urne raggiungono il 51%) e la maggioranza degli italiani che volevano votare per il sì (49%) si ritrovano defraudati del loro voto. Così viene penalizzato chi partecipa e premiato chi non partecipa. Infatti chi non è andato a votare poteva desiderare che vincesse il no, oppure semplicemente aveva mancanza di interesse, non era comodo, era incompetente o indeciso oppure ancora era fuori città di residenza.
16/06



pubblicato in: Approfondimenti
scritto da: rorro david

CHIUSO PER RETTIFICA

di guido scorza

Roma - Il Governo pone la fiducia sul discusso disegno di legge in materia di intercettazioni e la blogosfera ne fa le spese rischiando di essere “chiusa per rettifica”. È questo il senso di quanto è accaduto nelle scorse ore in Parlamento, dove per effetto dell’approvazione del maxi-emendamento presentato dal Governo sta per diventare legge l’idea - di cui si è già discusso sulle colonne di questa testata - di obbligare tutti “i gestori di siti informatici” a procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato.

Non dar corso tempestivamente all’eventuale richiesta di rettifica potrà costare molto caro a blogger, gestori di newsgroup, piattaforme di condivisione di contenuti e a chiunque possa rientrare nella vaga, generica e assai poco significativa definizione di “gestore di sito informatico”: la disposizione di legge, infatti, prevede, in tal caso, una sanzione da 15 a 25 milioni di vecchie lire.

Tanto per esser chiari e sicuri di evitare fraintendimenti quello che accadrà all’indomani dell’entrata in vigore della nuova legge è che chiunque potrà inviare una mail a un blogger, a Google in relazione ai video pubblicati su YouTube, a Facebook o MySpace o, piuttosto al gestore di qualsiasi newsgroup o bacheca elettronica amatoriale o professionale che sia, chiedendo di pubblicare una rettifica in testo, video o podcast a seconda della modalità di diffusione della notizia da rettificare. È una brutta legge sotto ogni profilo la si guardi ed è probabilmente frutto, in pari misura, dell’analfabetismo informatico, della tecnofobia e della ferma volontà di controllare la Rete degli uomini del Palazzo.

leggi l’articolo di punto informatico qui :http://punto-informatico.it/2641517/PI/Commenti/chiuso-rettifica.aspx

14/06



pubblicato in: Approfondimenti
scritto da: rorro david


di David Rorro

Il metodo che sta attuando la nostra classe politica è quello di sfiancarci talmente tanto da non farci più andare a votare. Infatti, nelle ultime elezioni europee, l’astensione ha toccato ben il 33% degli italiani.

Come democratici diretti sta a noi riportare uno strumento in mano ai cittadini per farli tornare a votare.

siamo noi che dobbiamo convincere queste persone stanche e sfiduciate che le cose possono cambiare e che i cittadini contano più dei loro politici.

Ogni persona si dovrà rendere conto che il candidato eletto è solo un megafono della voce del popolo … e costui non può usare il potere che noi gli diamo come lui vuole!! … adesso abbiamo i mezzi per attuare un vero governo del popolo fatto dal popolo in prima persona… non perdiamo questa occasione e diffondiamo in giro la buona novella: “la democrazia diretta non è un utopia!! è gia il primo partito in italia”

SI DEVE SOLO RADUNARE!!

13/06



pubblicato in: Approfondimenti
scritto da: stefanogrini

riceviamo e pubblichiamo da simone.org

 Non ho sentito molto le ultime votazioni euro-provinciali (questa volta mi sono limitato ad annullare le schede senza alcun braccio di ferro col presidente del seggio), ma il tam-tam che hanno acceso in tv e internet mi hanno portato comunque a qualche riflessione.

Il primo pensiero, che nulla ha a che spartire coi giudizi strettamente politici, è che la campagna elettorale e i commenti successivi al voto mi hanno fatto rivalutare la provocatoria idea di una condanna a morte collettiva per la classe politica, condanna da eseguirsi dopo un processo-burla.

Veder parlare questa gentaglia ha risvegliato un disgusto che avevo assopito grazie al distacco quasi totale che avevo preso da giornali e tv. Gli esponenti dei vari partiti, destra, centro e sinistra, sono riusciti a spendere ore di tempo per non dire assolutamente nulla.

Quando è andata bene, questi imbecilli, questi cretini corrotti e collusi con i poteri forti e la criminalità organizzata hanno parlato di proposte politiche del tutto lontane dal terreno su cui avrebbero dovuto confrontarsi, parlando ad esempio di temi nazionali laddove si correva per il pirlamento europeo o di contrapposizione ideologica quando si parlava di provinciali e comunali.

Quando è andata peggio è iniziato lo show “Tutte le troie del Presidente” con il quale imentecatti della (more…)

11/06



pubblicato in: Approfondimenti
scritto da: pino

di Fabio Castellucci
 

In arrivo un’altra vagonata di stupri della Costituzione: farà il Suo dovere?

10 giugno 2009, DA: CITTADINO SOVRANO (Suo datore di lavoro) A PRESIDENTE Napolitano

TESTO:

Gentile Presidente Napolitano,
la difesa della Costituzione è uno dei doveri di ogni Cittadino Sovrano.
Lei, in qualità di Presidente della Repubblica, è stato DELEGATO (e profumatamente retribuito..) per esercitare il necessario controllo e per far seguire atti concreti.

La Sua azione di controllo, ma molto di più il MONITO di carattere ETICO che dovrebbe derivare dalla sua tanto sbandierata adesione ai  cosiddetti “principi delle Resistenza”, sono stati davvero timidi e insufficienti.

La imminente presentazione alla Camera e poi al Senato della legge sulle intercettazioni sta introducendo (oltre ad un OGGETTIVO aiuto alla criminalità, il VERO scopo di questa legge…) un ulteriore STUPRO dello spirito e della lettera della Costituzione (Art. 21: Lei lo ha mai letto? E soprattutto: ne condivide i valori? NE CONDIVIDE I VALORI?). (more…)

10/06



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