Il 27 febbraio 2008, si sono concluse le assemblee permanenti dell’associazione Pescara in comune by Amici di Beppe Grillo che in tre settimane hanno definito il programma e la lista dei candidati dell’omonima lista civica che correrà alle prossime elezioni amministrative di Pescara.
Mentre le oligarchie dei partiti locali erano indaffarati a fare riunioni su riunioni per decidere nomi, creare liste civiche civetta a iosa (vedi le liste Teodoro!), spartirsi le poltrone ancora virtuali delle elezioni nazionali e locali, noi abbiamo discusso per ore e ore di idee, progetti, di come provare a cambiare questa politica che ogni tanto cambia veste pur continuando a puzzare di vecchio.
È stato confermato Stefano Murgo come candidato sindaco della lista, così come è stata confermata la scelta di non apparentarci con nessuno schieramento, neanche in sede di ballottaggio. Non vogliamo scendere a compromessi con questi personaggi, le convergenze potranno avvenire solo sui singoli punti programmatici dopo le elezioni.
Il programma si articola in tre sezioni, noi ci soffermiamo sulla prima
Partecipazione, trasparenza, informatizzazione, bilancio, ristrutturazione della PA comunale.
Intendiamo portare la democrazia partecipativa all’interno della pubblica amministrazione: facendo un ampio ricorso allo strumento referendario anche utilizzando le nuove tecnologie (e-democracy); organizzando una serie di eventi per sensibilizzare la cittadinanza alla partecipazione e alle problematiche locali; realizzando il bilancio partecipativo, con il quale i cittadini potranno scegliere come destinare una parte dei soldi pubblici; ampliando le possibilità di connessione diffusa alla rete internet con un sistema wi-fi che garantisca un libero accesso alla rete nel territorio comunale; dando la possibilità ai cittadini di eleggere il difensore civico, mettendo dunque fine all’assurdo meccanismo con cui il controllato (il Comune) elegge il controllore (il difensore civico). Vogliamo una riforma radicale della PA: riforma del sistema delle assunzioni, eliminazione delle esternalizzazioni e delle società partecipate, gestione diretta di alcuni servizi (rifiuti e acqua ad esempio), riduzione dei costi, riduzione degli assessorati a una decina (molti sono quasi dei doppioni), ridefinizione del ruolo delle circoscrizioni nell’ottica della democrazia partecipativa. Vogliamo la più ampia trasparenza nella PA attraverso: pubblicazione dei compensi degli amministratori con incarichi sia elettivi che di natura politica, eliminazione dei doppi e tripli incarichi, procedure concorsuali cristalline, incentivazione del ricorso alle nuove tecnologie (e-government), utilizzando software liberi, come strumento di maggiore trasparenza (ad esempio attraverso l’e-procurement, le gare d’asta on line).
I PROGRAMMI DEI PARTITI LI SCRIVONO GLI ELETTORI Grazie a internet, i programmi dei partiti li scrivono direttamente gli elettori.
Dopo aver scoperto la rete per comunicare con gli elettori, i partiti ora possono essere realmente rappresentati dai loro elettori con Wikidemocracy, il primo progetto che rende possibile la partecipazione dal basso alla politica. “La rete può essere fondamentale per una partecipazione dal basso nella preparazione dei programmi politici”, spiega Stefano Quintarelli, ideatore di Wikidemocracy.org, assieme a Gianmarco Carnevale e Francesco Face.
Il progetto, non governato né controllato dai partiti, prevede la creazione di un ambiente collaborativo e democratico per la stesura e revisione di programmi politici il cui obiettivo è riportare ai partiti un contenuto generato dai loro elettori con proposte e iniziative di programma politico. L’idea è di facilitare il consolidamento di proposte per i programmi elettorali di ogni partito e, una volta ottenuto un insieme di documenti (uno per ogni partito), organizzare un evento pubblico in cui i redattori presentino assieme queste istanze ai partiti di riferimento (ciascuno al proprio partito).
“Il wiki è lo strumento collaborativo di scrittura per antonomasia ed universalmente noto come tale ai cittadini della rete: ci è venuto immediatamente naturale adottarlo per le finalità che si pone questo progetto- aggiunge Quintarelli-. WikiDemocracy non si pone contro i partiti ma ha l’obiettivo di aumentare la partecipazione dal basso usando gli strumenti che sono propri della rete.”
Con WikiDemocracy l’utente registrato può partecipare alla discussione e alla stesura dei contenuti: una volta scelto il proprio partito di riferimento, l’utente viene abilitato a modificare il wiki di quel partito (la lettura dei wiki relativi a tutti i partiti è libera, e non occorre nemmeno la registrazione.) Naturalmente possono verificarsi errori o ripensamenti per cui, in ogni periodo pre-elettorale, un utente registrato puó cambiare partito.
Ogni wiki-partito per essere avviato necessita di un coordinatore, ed è organizzato con una struttura che ricalca il programma elettorale di ciascun partito e suddiviso per competenze istituzionali.
Per iniziare i coordinatori sono stati scelti tra volontari che si sono resi disponibili e che non hanno mai fatto parte di strutture di partito, per assicurare che sia un’operazione il più possibile costruita dal basso. Uno o più moderatori possono essere nominati dal coordinatore di un wiki-partito, per supportarlo nei lavori.
Vogliamo la Democrazia Diretta da subito! Nella nostra organizzazione, nelle amministrazioni locali. Attraverso il controllo del rappresentante eletto si può fare. Già ora! Nel corso dell’Assemblea verranno presentati e votati i candidati e il Programma iniziale della Lista Partecipata per la democrazia diretta (LP).Dalle ore 17.30 in poi i sostenitori potranno firmare i moduli per la presentazione della LP alle elezioni provinciali e comunali.INTERVENITE! Senza il vostro supporto la lista non potrà procedere!E’ consigliabile prenotarsi per tempo ! Si invitano i partecipanti a segnalare la loro adesione al numero 348-0618526
PROGRAMMA
15.30-16.00 Inizio - registrazione convenutila registrazione sarà comunque possibile anche oltre questo orario fino al momento delle votazioni
16.00-16.30 Relazione del Comitato con Presentazione dei candidati e punti programma proposti.
16.30-17.30 Dibattito
17.30-18:30 Votazione candidati e Programma
17.30-18.30 Raccolta firme per la presentazione della LP
LUNEDI 25 FEBBRAIO ore 21.30
presso “Missing Link”
Via Garofoli, 10 - TERNI
Terni in Comune organizza una un incontro pubblico sulla Democrazia Diretta
I cittadini possono gestire direttamente il territorio, l’economia, la società!
Con un’idea più vera di Democrazia, sfruttando le nuove tecnologie, partecipando di più potremo finalmente prenderci cura noi stessi, del nostro Paese e della nostra Società.
Quest’idea si chiama DEMOCRAZIA DIRETTA!
Parleremo di
[ Uno ] Iniziativa e referendum
[ Due ] Bilancio partecipativo
[ Tre ] Lista Partecipata
[ Quattro ] Agenda21 Locale
Partecipano:
Giuseppe Strano [Democratici Diretti]
Andrea Conti Massimiliano Scentoni Andrea Maggi
[ Terni in Comune]
16 febbraio 2008 ore 10.30
presso la Sala polifunzionale “Il caseificio”,
P.tta Walterpertoldo, 4, Spilimbergo.
Con questo incontro vogliamo cominciare ad esplorare un mondo di esperienze che in Italia e soprattutto all’estero garantiscono ai cittadini una diversa interazione con gli amministratori.
Dopo le ultime vicende a tutti i livelli, nazionali e locali, ci sembra giusto discutere su nuove idee
e sulle buone pratiche.
Gli ospiti che interverranno in questo primo incontro saranno:
‐ Enzo Trentin, membro dell’ “Unione per l’Autogoverno” è attivo nel “Comitato per i diritti dei cittadini di Vicenza”. L’intervento riguarderà il corretto utilizzo degli “Istituti di partecipazione popolare” come il referendum, la petizione o la proposta di legge di iniziativa popolare; del difensore civico.
‐ Giuseppe Strano, uno dei fondatori dei Democratici Diretti è fra gli ideatori della Lista Partecipata per la Provincia di Roma. Presenterà alcune tecniche che mirano a dare maggior potere decisionale al cittadino. Migliorare la democrazia rappresentativa incrementando la partecipazione attiva della collettività.
Nello statuto del comune di Rovereto c’è un bellissimo strumento di democrazia diretta a disposizione dei cittadini: il referendum.
E’ possibile usarlo dal 1998 e finora, in 10 anni, è stato utilizzato una sola volta, nel 2005.
Era il referendum sull’utilizzo dell’area ex-alpi, che fu invalidato perchè non superò il quorum del 50%.
Tutti sappiamo che il quorum è quella percentuale minima di votanti che devono recarsi alle urne, pena l’invalidamento della consultazione.
Il quorum non è mai presente quando il referendum è introdotto dai cittadini, negli USA, in Svizzera, in Baviera. Invece è sempre presente quando sono i politici a introdurlo. Apparentemente la motivazione del quorum sembra nobile: stimolare una grande partecipazione dei cittadini.
Anch’io una volta credevo questo e lo ritenevo giusto.
Ma poi ho approfondito l’argomento ed ho scoperto che in realtà la presenza del quorum diminuisce la partecipazione. Sembra un paradosso, ma è così.
Il motivo è semplice. Chi si oppone al referendum, il fronte del No, ha scoperto che vince molto più facilmente boicottando il referendum, ossia invitando al NON VOTO, che combattendo con le sue ragioni.
Con il boicottaggio somma il NO agli astenuti (che in tutti i referendum del mondo sono molti, anche il 50%). E questo fa vincere il NO scorrettamente perchè somma il NO a chi si astiene per mille ragioni.
Chi fa boicottaggio ha interesse che ci sia il più alto numero di astenuti e quindi invita esplicitamente al NON VOTO, non fa campagna elettorale, non affigge manifesti, non partecipata alle serate pubbliche, non scrive ai giornali, non si fa intervistare sull’argomento. Fa tutto il possibile perchè non si parli del referendum. Meno se ne parla e meno cittadini andranno a votare.
Nel 2005 Valduga invitò al NON VOTO nel primo referendum comunale di Rovereto. Nel 2007 il partito di Dellai, invitò al NON VOTO nel primo referendum provinciale.
Ripeto: negli unici referendum locali svolti qui finora, Valduga e Dellai, che erano per il NO, fecereo boicottaggio.
La morale è questa: chi comanda ed ha potere economico e mediatico utilizza il quorum come tecnica per far vincere il NO.
Chi propone il referendum, invece, ossia i cittadini, non ha soldi e potere per contrastare questo muro impossibile da valicare.
Per far funzionare l’unico strumento che dà un minimo di potere ai cittadini, il referendum, e per aumentare l’affluenza al voto, occorre che il NO se vuole vincere, faccia campagna elettorale, come il SI’. Per ottenere una competizione giusta, occorre togliere il quorum. Come in Svizzera e negli USA. Bisogna togliere il quorum.
Se non siamo noi cittadini a chiedere questo, il quorum rimarrà a disposizione dei partiti per annullare qualsiasi referendum futuro. Per questo vi chiedo di votare per togliere il quorum!