Svizzera e "Democrazia diretta"
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mario realini



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MessaggioInviato: Lun Feb 25, 2008 1:36 pm    Oggetto: Svizzera e "democrazia diretta"

Mi sono dimenticato un "dettaglio"...la partecipazione al voto !

La partecipazione a livello nazionale è stata del 38 %,.....piuttosto mediocre anche per le abitudini svizzere.
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Michele Morini
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MessaggioInviato: Lun Mar 03, 2008 4:10 pm    Oggetto:

Ciao Mario, mi chiedono su altro forum se e che tipo di e-democracy viene applicato ijn svizzera ?
e se applicato, quali sono le forme di autenticazione di eventuale voto elettronico ?
grazie.
Michele Morini
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mario realini



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MessaggioInviato: Lun Mar 03, 2008 4:26 pm    Oggetto: Svizzera e "Democrazia diretta"

Francamente non sono molto informato sul voto elettronico in Svizzera. E' vero che vi sono stati esperimenti che pero' non hanno (per ora) seguito. Mi pare che ci siano non pochi dubbi sulla segretezza e sicurezza del voto....Come ho già detto noi, in Svizzera, abbiamo certezze sulla trasmissione delle schede per via postale (una fiducia tradizionale nel cosiddetto "gigante giallo"). In generale si vota a casa e si invia la (o le) scheda/e in una busta contenente un foglio con un codice a barre che viene letto all' arrivo delle schede nei luoghi di spoglio (di solito Municipi).
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Michele Morini
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MessaggioInviato: Lun Mar 03, 2008 10:06 pm    Oggetto: Re: Svizzera e "Democrazia diretta"

mario realini ha scritto:
Francamente non sono molto informato sul voto elettronico in Svizzera. E' vero che vi sono stati esperimenti che pero' non hanno (per ora) seguito. Mi pare che ci siano non pochi dubbi sulla segretezza e sicurezza del voto....Come ho già detto noi, in Svizzera, abbiamo certezze sulla trasmissione delle schede per via postale (una fiducia tradizionale nel cosiddetto "gigante giallo"). In generale si vota a casa e si invia la (o le) scheda/e in una busta contenente un foglio con un codice a barre che viene letto all' arrivo delle schede nei luoghi di spoglio (di solito Municipi).


Mario sempre puntualissimo come sempre nel rispondere Very Happy

ho gia confezionato un post con i tuoi spunti , mi sono andato anche indietro a guardare il post dove gia ne accennavi (al voto elettronico).

e , scusami, ma mi è uscita una nuova domanda, questa volta non urgente, ma è abbastanza impegnativa (mi accontento anche di una spolverata)

allora, tu scrivevi:

Citazione:
Mi pare che gli esperimenti di voto elettronico non abbiano suscitato commenti particolari. Non modificherebbero le due istituzioni: iniziativa popolare e referendum che rispecchiano anche una mentalità (la cosiddetta "svizzeritudine") che si è sviluppata durante sette secoli di storia. Quindi sono ritenuti importanti i diritti e non l' evoluzione tecnologica per attuarli....piu' o meno. Come detto in precedenza pero' la maggior parte degli svizzeri vota per corrispondenza (Posta), in molti Cantoni anche per quanto riguarda le elezioni.....: un aspetto quest' ultimo che mi pare un "unicum" ( o mi sbaglio) a livello internazionale


"una mentalità (la cosiddetta "svizzeritudine") che si è sviluppata durante sette secoli di storia."

voglio la storia e la genesi della democrazia diretta in svizzera Shocked
(anche solo quello che sai, di getto, senza impegno)
oppure se mi puoi rimandare a qualche testo
grazie anticipatamente
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mario realini



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MessaggioInviato: Mar Mar 04, 2008 1:02 pm    Oggetto: Svizzera e "Democrazia diretta"

Sette secoli di storia in alcune righe....Ci provo. Dunque.
Gli storici del 19. secolo fanno nascere la Svizzera alla fine del 1200 (fine XIII secolo dunque). La nascita avviene per opera di quattro comunità rurali attorno al "Lago dei 4 cantoni": i cosiddetti "Waldstätten" ("Stati forestali" in italiano) cioè URI, SVITTO, OBWALDO, NIDWALDO che vogliono affrancarsi dal dominio degli Asburgo. Occorre ricordare che il territorio dell' attuale Svizzera, come l' Italia, era compresa nel Sacro Romano Impero di Germania. Proprio nell' anno della morte di Rodolfo I d' Asburgo i "Waldstätten" fanno un Patto, scritto probabilmente da un ecclesiastico, su pergamena, in latino di scuola bolognese. Nel Patto, che porta la data dell'... "anno del Signore 1291 al principio del mese di agosto" si riaffermano alleanze precedenti, si promettono assistenza reciproca e incondizionata contro qualsiasi avversario, rifiutano che la giustizia venga amministrata da funzionari stranieri, pretendono che i giudici siano scelti fra loro, che in caso di conflitti fra comunità si ricorrerà a un arbitro....
Le comunità delle vallate vogliono salvaguardare le libertà e amministrare esse stesse i loro beni.
Riassumendo si puo' affermare che queste comunità desiderano un' AUTONOMIA COMPLETA !
Si puo' affermare inoltre che si è trattato di una sorta di "dichiarazione unilaterale di indipendenza"....come quella del Kossovo poco tempo fa.

Quell' idea, quel modello di regime statale, popolare e che parte dal
basso interessa nei secoli successivi altre regioni (cantoni) rurali e poi cittadini. Il modello "svizzero" si consolida pur fra molte e sanguinose difficoltà confessionali e politiche: un modello "repubblicano" in un mondo (europeo) dominato da potenti dinastie. A poco a poco si consolida pure quello speciale modo di vivere, di pensare, di gestire il Paese assai diverso da quanto avviene all' estero: si parla di "svizzeritudine" che si trasmette anche nel 1848 quando la confederazione dei cantoni Svizzeri (ognuno dei quali assolutamente indipendente) si trasforma in uno stato federale sul modello americano con il nome di Svizzera. La nuova "Confederazione svizzera"....che mantiene il nome antico anche se non è piu' una confederazione, viene approvata dal popolo e dai cantoni in votazione popolare. Quindi c' era già l' abitudine di consultare il popolo:....è dal basso che si governa dunque, a differenza delle regole in vigore altrove. E' nella costituzione del 1874 che il diritto di "referendum" viene iscritto e nel 1891 viene pure iscritto il diritto di "iniziativa costituzionale". La Svizzera diventa ufficialmente una "DEMOCRAZIA SEMIDIRETTA" con due diritti di un' ampiezza introvabile e impensabile altrove.
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Michele Morini
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MessaggioInviato: Ven Mar 07, 2008 8:12 pm    Oggetto: Re: Svizzera e "Democrazia diretta"

mario realini ha scritto:
Sette secoli di storia in alcune righe....Ci provo. Dunque.
Gli storici del 19. secolo fanno nascere la Svizzera alla fine del 1200 (fine XIII secolo dunque). La nascita avviene per opera di quattro comunità rurali attorno al "Lago dei 4 cantoni": i cosiddetti "Waldstätten" ("Stati forestali" in italiano) cioè URI, SVITTO, OBWALDO, NIDWALDO che vogliono affrancarsi dal dominio degli Asburgo. Occorre ricordare che il territorio dell' attuale Svizzera, come l' Italia, era compresa nel Sacro Romano Impero di Germania. Proprio nell' anno della morte di Rodolfo I d' Asburgo i "Waldstätten" fanno un Patto, scritto probabilmente da un ecclesiastico, su pergamena, in latino di scuola bolognese. Nel Patto, che porta la data dell'... "anno del Signore 1291 al principio del mese di agosto" si riaffermano alleanze precedenti, si promettono assistenza reciproca e incondizionata contro qualsiasi avversario, rifiutano che la giustizia venga amministrata da funzionari stranieri, pretendono che i giudici siano scelti fra loro, che in caso di conflitti fra comunità si ricorrerà a un arbitro....
Le comunità delle vallate vogliono salvaguardare le libertà e amministrare esse stesse i loro beni.
Riassumendo si puo' affermare che queste comunità desiderano un' AUTONOMIA COMPLETA !
Si puo' affermare inoltre che si è trattato di una sorta di "dichiarazione unilaterale di indipendenza"....come quella del Kossovo poco tempo fa.

Quell' idea, quel modello di regime statale, popolare e che parte dal
basso interessa nei secoli successivi altre regioni (cantoni) rurali e poi cittadini. Il modello "svizzero" si consolida pur fra molte e sanguinose difficoltà confessionali e politiche: un modello "repubblicano" in un mondo (europeo) dominato da potenti dinastie. A poco a poco si consolida pure quello speciale modo di vivere, di pensare, di gestire il Paese assai diverso da quanto avviene all' estero: si parla di "svizzeritudine" che si trasmette anche nel 1848 quando la confederazione dei cantoni Svizzeri (ognuno dei quali assolutamente indipendente) si trasforma in uno stato federale sul modello americano con il nome di Svizzera. La nuova "Confederazione svizzera"....che mantiene il nome antico anche se non è piu' una confederazione, viene approvata dal popolo e dai cantoni in votazione popolare. Quindi c' era già l' abitudine di consultare il popolo:....è dal basso che si governa dunque, a differenza delle regole in vigore altrove. E' nella costituzione del 1874 che il diritto di "referendum" viene iscritto e nel 1891 viene pure iscritto il diritto di "iniziativa costituzionale". La Svizzera diventa ufficialmente una "DEMOCRAZIA SEMIDIRETTA" con due diritti di un' ampiezza introvabile e impensabile altrove.


Perfetto! adesso passo a cercare qualche libro e qualche pagina sul web...
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mario realini



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MessaggioInviato: Lun Apr 14, 2008 2:28 pm    Oggetto: Democrazia diretta in Svizzera

Cari amici,
La Cancelleria federale (cioè la segreteria generale della Confederazione che ha sede a Berna) ha recentemente pubblicato l' opuscolo annuale riguardante la realtà istituzionale aggiornata del mio Paese.
"LA CONFEDERAZIONE IN BREVE 2008",......ottenibile gratuitamente per posta oppure scaricabile dal sito www.admin.ch

Evidentemente esiste la versione in lingua italiana. In proposito: la traduzione mi sembra ben fatta e decisamente migliore rispetto ad analoghe pubblicazioni italiane scritte in un desueto "italiano ministeriale"
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MessaggioInviato: Mar Apr 22, 2008 5:20 pm    Oggetto:

Citazione:
SI > 31.9 % NO 68,1 %

L' iniziativa dell' anziano ambientalista (e ora albergatore) FRANZ WEBER è stata nettamente respinta dal popolo e da tutti i Cantoni (che, ricordo, non corrispondono per niente nè alle regioni, nè alle province italiane,...i Cantoni sono veri stati sovrani !)
Si conferma la difficoltà (statistica) di riuscita delle iniziative popolari federali e l' importanza delle forze armate in Svizzera (per secoli soprattutto Paese di militari di professione !) che non viene messa in discussione da limiti di vario tipo.


Tutte queste notizie stridono con l'idea che avevo di regione neutra.
Scusa ma se la svizzera, proclamatasi sempre neutrale in tempo di guerra, non è mai stata infastidita perché avrebbe maturato un popolo di militari professionisti? Perché non può rinunciare alle esercitazioni nelle zone turistiche?

Ancora, con quale strumento di democrazia diretta il popolo svizzero avrebbe cambiato il suo status di paese neutrale, come conseguenza dell'adesione al trattato di Lisbona?

Una domanda interessatissima:
il popolo svizzero è sovrano della sua moneta?

P.S.: L'anzianità attribuita a questo personaggio fa un po' discriminazione
l'idea che mi fai fare è che qualcuno ne abbia manipolato l'immagine nel persuadervi ad accettare un tal esito sulla questione. Magari mi sbaglio!
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mario realini



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MessaggioInviato: Mer Apr 23, 2008 2:15 pm    Oggetto: Svizzera e "Democrazia diretta"

Caro amico, mi rendo conto che non è facile presentare le particolarità del mio Paese, particolarità storiche, sociali, istituzionali che distanziano la Svizzera dagli altri paesi democratici. Noi svizzeri siamo sorpresi che in Italia si creda in un passato agricolo della Confederazione. L' agricoltura c' era...ma era di pura sussistenza: come si faceva a coltivare efficacemente in altitudine o sulle montagne ? Difficile o addirittura impossibile. Per cui, oltre ad attività artigianali o commerciali, erano le armi a dar da mangiare agli svizzeri. Storici stimano in circa 2 milioni il numero di svizzeri che hanno servito in eserciti di stati stranieri. Esempi: l' esercito del ducato di Milano ai tempi di Ludovico il Moro comandato dal cardinale Matteo Schinèr, vescovo di Sion e, ultimo in ordine di tempo, l' esercito del regno di Napoli interamente svizzero. Queste attività militari durate secoli hanno permeato gli svizzeri di una mentalità "militaresca" inesistente in altri Paesi d' Europa e le forze armate svizzere svolgono ancora un ruolo nella società impensabile all' estero. Per questo gli svizzeri, nelle consultazioni popolari, danno fiducia all' esercito e si oppongono a ridimensionamenti proposti dalle sinistre (relativamente deboli in CH). In quest' ottica va visto il chiaro "NO" all' iniziativa di Franz Weber, per molti svizzeri personaggio discutibile, poco credibile. Quanto poi alla convivenza di forze armate e turismo...beh, bisogna conoscere la Svizzera che ha una popolazione poco concentrata e che, quindi, obbliga a costruire le istallazioni militari vicine a città o a paesi. Non esiste il concetto di "base militare" tipico degli altri paesi ma ci sono aeroporti come quello di Meiringen (canton Berna), zona turistica, dal quale partono i caccia F-18 "Hornet" sicuramente non silenziosi. Il caso vuole che le zone turistiche svizzere, anche quelle di fama mondiale, siano al tempo stesso necessarie per le forze armate.
L' argomento della neutralità è molto delicato. La neutralità svizzera è stata accettata dalle potenze presenti al congresso di Vienna nel 1815. Attualmente è indiscutibile ma viene variamente interpretata: rigorosamente dalle destre, meno dalla sinistra. Confermo pero' la realtà della neutralità armata: la Svizzera ha avuto nel passato forze armate numerose....800.000 uomini e donne fino a 30 anni fa con un efficace sistema detto "di milizia" simile a quello di Israele.
In pratica pero' il nemico tradizionale nella mentalità degli Svizzeri era il comunismo. Nelle manovre il nemico era il "rosso", a volte i bersagli erano costituiti dalla foto del segretario del PC sovietico Breschnev (con ripetute, evidenti proteste dell' ambasciata URSS).
Non riesco, infine, a entrare nel concetto di sovranità popolare riguardante il Franco svizzero. La moneta nazionale rimarrà tale anche in futuro perchè l' adesione all' UE (la domanda di adesione è del 1992) è
congelata. La Svizzera ha rapporti economici con l' UE per mezzo di due "trattati bilaterali" e con il trattato di Schengen che entrerà in vigore (per quanto riguarda la Svizzera) in novembre.
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LAj



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MessaggioInviato: Mer Apr 23, 2008 7:32 pm    Oggetto:

Altro che agricolo, io non lo vedo affatto tale. Quello che più si conosce della Svizzera è la grande rilevanza, anche internazionale, delle banche. Molto ancora si sa della grande disponibilità finanziaria e delle attività che da essa derivano come la ricerca e, perché no? mi erano già note abilità dell'aeronautica svizzera, se non che al Vaticano sappiamo essere adottata la guardia svizzera per la sua affidabilità.

In realtà il quadro storico è anche molto interessante ed andrò ad approfondire gli aspetti che mi hai mostrato.

Ma in reatà risulta anche sconcertante l'appoggio garantito alle forze armate.
Ho capito la tradizione. Ma dobbiamo continuare a produrre armi per poter continuare a godere del progresso nelle nostre terre?
Che dico progresso, forse si deve continuare a produrre armi perché è di questo che vive il popolo svizzero.
Ma un grande dubbio mi assale: si deve forse continuare a produrre armi perché è questo che possono/vogliono continuare a finanziare i banchieri?

Che vuol dire che non sai dirmi di chi è il franco svizzero? Conosci la tematica del signoraggio? Sai cosa daremmo noi signoraggisti per poter proporre anche solo un'interpellazione parlamentare come potete fare voi?

Tengo a precisare che la mia richiesta d'informazioni è mirata a determinare l'efficacia della democrazia diretta. E ti ringrazio per la considerazione.
Cordialmente.
Cosimo
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mario realini



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MessaggioInviato: Lun Apr 28, 2008 4:25 pm    Oggetto: Svizzera e "Democrazia diretta"

Caro Cosimo, non sono al corrente della tematica del "signoraggio". Puoi darmi tu qualche ragguaglio ?. Grazie.
Posso informare, per contro, su quanto concerne "difesa nazionale" nel mio Paese. Essa è una delle competenze principali e uniche dello stato federale (con la politica estera e le dogane). Quasi tutto il resto è competenza dei cantoni.
Confermo che l' importanza delle forze armate in CH (definite anche una "vacca sacra") è maggiore che negli altri Paesi europei perchè storicamente esse si identificano con la società civile. Io, per esempio, ho fatto il militare dai 20 ai 51 anni come sottufficiale (naturalmente gratis) contemporaneamente alla mia professione di giornalista / regista TV. Sembra strano e incomprensibile ? ...E' una delle realtà svizzere. Ora il servizio è obbligatorio per la truppa dai 20 ai 32 anni. Volontario per le donne. Fino a qualche anno fa un dirigente di grandi società o di banche era avvantaggiato nella carriera se contemporaneamente ufficiale superiore (dal maggiore in su...). Tutto è basato sul sistema svizzero cosiddetto "di milizia", cioè non permamente, non professionista, non pagato. Ovviamente, non perdendo in efficacia, si risparmia sugli stipendi che, come ho già detto in precedenza sono molto elevati (...se visti con occhi italiani poi, sembrano stratosferici!). Quindi le forze armate sono parte integrante di quella cosiddetta "svizzeritudine" al punto che, all' estero, si è detto che "La Svizzera non ha un esercito...è un esercito". Anche le forze armate, pur con certi limiti, possono essere sottoposte all' esame del popolo con i due diritti fondamentali dei cittadini.
Sulle fortune nazionali occorre dire che il Paese (di 7.5 milioni di abitanti) vive soprattutto con un' economia e una finanza basate su un' attività universale che ha consentito alla Svizzera di essere molto piu' importante (economicamente e finanziariamente) di quanto l' avrebbe permesso la sua dimensione modesta.
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pino
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MessaggioInviato: Mer Apr 30, 2008 6:30 pm    Oggetto:

Grazie allo stimolo fornitomi da questa discussione ho scritto questo "pezzo" su "Quasi dd svizzera e sovranità monetaria"

Critiche benvenute.

SaluDD.
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Pino Strano
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RM
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MessaggioInviato: Sab Nov 29, 2008 12:22 pm    Oggetto: Ciao Pino

Io ci lavoro in Svizzera, malgrado sia una bella nazione e funzioni abbastanza bene, mi sono accorto che non è tutto oro cio' che luccica.

Anche loro hanno delle belle magagne.
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mario realini



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MessaggioInviato: Gio Dic 04, 2008 3:17 pm    Oggetto: Re: Ciao Pino

RM ha scritto:
Io ci lavoro in Svizzera, malgrado sia una bella nazione e funzioni abbastanza bene, mi sono accorto che non è tutto oro cio' che luccica.

Anche loro hanno delle belle magagne.


Ma certo, la perfezione non è di questo mondo. E' vero pero' che in Svizzera si vive meglio che altrove. Nella statistiche (classifica "Mercer")concernenti la "vivibilità" di vari Paesi del mondo, basate su una quarantina di parametri, la Svizzera, da anni, si alterna al primo posto con il Canada, cosi pure le sue città grandi come Zurigo, Ginevra, Berna.
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mario realini



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MessaggioInviato: Sab Dic 13, 2008 11:18 pm    Oggetto: Svizzera e democrazia diretta

Ieri è entrato in vigore, anche per la Svizzera, il "Trattato di Schengen" firmato da Paesi dell' UE (salvo UK e IRL) e, appunto, anche dalla Svizzera. Per il mio Paese è stato il popolo ad autorizzare la firma del trattato per mezzo di una votazione popolare, fase finale (la piu' evidente e in ogni caso decisiva e determinante) di un "referendum federale obbligatorio". La vittoria del "SI" era stata di poco piu' del 50 % (in Ticino pero' il "NO" si era imposto chiaramente.
Curiosa, ma tutto sommato comprensibile, è stata per noi svizzeri l' ampiezza data dalla stampa dei Paesi europei (soprattutto di quelli confinanti) all' avvenimento. In realtà si è trattato solamente di codificare il fatto che non sarà piu' possibile per le forze di polizia controllare i documenti "in modo sistematico" ai posti di frontiera. Resteranno i controlli doganali non facendo parte, la Svizzera, dell' UE.
Parliamoci chiaro: per noi Svizzeri quel che conta è il nostro tornaconto: c' è stato un seppur risicato "SI" a Schengen perchè la CH avrà qualche vantaggio. Per il turismo: non sarà piu' necessario un visto speciale per la Svizzera per i risiedenti d' oltremare e poi ci sarà una collaborazione spinta con le forze di polizia europee.
In febbraio 2009 vi sarà una nuova votazione popolare richiesta in seguito all' adesione di Romania e Bulgaria all' UE e i trattati bilaterali già stipulati e approvati dal popolo fra CH e UE non li comprendevano.
Il "SI" non è scontato e, se vincesse il "NO" salterebbe tutto con la cosiddetta "clausola ghigliottina" voluta dall' Unione Europea.
Questo per dire che il sistema di democrazia diretta, come quello svizzero, puo' essere molto duro e puo' creare problemi...Ma in Svizzera ci si crede e per questo motivo un' adesione all' UE non sarà possibile.

Suscita poi perplessità (per non dire di piu') in Svizzera il referendum già programmato per il prossimo anno in Irlanda con il chiaro scopo di ottenere un "SI" alla costituzione europea ...dopo il "NO" di quest' anno. Beh...! Piuttosto che un uso simile del referendum, di democrazia diretta, meglio una piu' sbrigativa votazione parlamentare. Che dite ?....
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