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Regole del wiki dei DD

Documenti ufficiali dell'Organizzazione Democratici Diretti

Sono i documenti che sono già stati discussi e approvati dai DD, non sono modificabili e rimangono nella wiki per un tempo limitato, dopo il quale saranno leggibili soltanto attraverso i relativi link nel sito.

I “PARTITI” UNICO OSTACOLO ALLA DEMOCRAZIA DIRETTA.

La libertà di associazione ai partiti non vuol dire “dover” conferire ad essi il potere assoluto della gestione politica, ne giustifica la loro arrogante invadenza nelle Istituzioni dello Stato.

Il fallimento della politica “delegata”

Spesso si dice che per vincere e debellare la criminalità organizzata (mafia, camorra, ndrangheta,..) occorra uno Stato forte e determinato, giustissimo, e che dire se contemporaneamente ci fosse anche un modello di Stato in cui ogni forma di malaffare, dipendente dalla politica, non trovino ne le condizioni ne le possibilità per poter essere manifestate ? Direi che si dovrebbe prendere in mano il sistema e correggere le imperfezioni. Le culture e le esperienze formano ed evolvono le società, ma talvolta, determinate formule e modelli sociali, nonchè comportamenti e prassi abituali, si radicano così profondamente nella contemporaneità di un determinato periodo storico, al punto tale da impedirne la sola immaginazione di nuove e/o diverse concezioni, si è capaci di intuire che qualcosa è da cambiare perchè spesso si dice “così non può andare avanti”, poi però si continua a ricadere nelle stesse formule già dimostratesi imperfette e non si riesce a concepire il modo di correggerle. Generalmente si è convinti che le persone virtuose possano far funzionare il sistema nel verso giusto, non è errato, ma si trascura che le persone non sono eterne, non rimangono le stesse per sempre e anche le stesse, talvolta cambiano, ciò nonostante non si arriva a capire che è il sistema nella sua struttura a dover essere modificato, perchè se il sistema è vulnerabile alle persone disoneste che si asservono alla criminalità, non è un buon sistema. Da oltre un secolo le nazioni si governano con i partiti o con le dittature e siamo talmente condizionati da questo mito culturale che non riusciamo a supporre uno Stato in assenza totale dei partiti. Nessuno può negare che un certo movimento è già in atto ed è sempre più forte il senso di repulsione, di disgusto e di avversione che si sta diffondendo nei confronti di essi e molti sono già coloro che ne predicano l’abolizione, me compreso, ma la domanda è “quale struttura politico-sociale si dovrebbe adottare, se vogliamo eliminare i partiti? “. l tempi delle politiche gestite in nome di principi ideologici su basi religiose o laiche, correnti filosofiche, ordini di mestieri, massonerie o classi sociali, cominciano a venir meno. Ogni giorno che passa, le persone sono sempre di più coscienti e convinte che le ideologie astratte non giovano a nessuno perchè non hanno alcuna attinenza con i problemi reali comuni a tutti, indifferentemente dal credo e dal colore, parliamo di ambiente, di ecologia, energia, spazzatura, casa, istruzione, lavoro, adeguamenti salariali, sicurezza, lotta alla criminalità, migrazioni ed integrazioni, salute e benessere, libertà e democrazia, giustizia e uguaglianza, strozzinaggio bancario, ..... questi e altri sono temi che i cittadini li devono affrontare insieme e non contrapposti in nome di un paranoico idealismo. Negl’ ultimi tempi i partiti si agitano, si fondono , si coalizzano, rinnegano il proprio passato, perdono o ripudiano l’ originale identità, non si distinguono più l’uno dall’ altro, sostengono di adeguarsi alle nuove esigenze, in realtà non servono più, l’unico motivo per cui non vogliono mollare sono le poltrone che consentono loro privilegi e la possibilità di parassitare sulle spalle della collettività, ogni altro motivo è sostituibile direttamente dai cittadini, è solo questione di organizzazione. Nella Costituzione all’ ART.1 si sancisce il principio secondo il quale il Popolo è Sovrano, poi, all’ ART.49 si consente ai cittadini di associarsi ai partiti (quindi non è indispensabile, ne sono indispensabili) per concorrere a determinare la politica nazionale, purchè si eserciti con metodo democratico. I nostri Padri Costituenti, Grandi Uomini d’Onore ed elevato senso della Patria, hanno sopravalutato i partiti, attribuendo loro una nobiltà morale ed una virtù che forse un tempo avevano, ma non hanno previsto la loro estrema vulnerabilità alla corruzione, qualcosa però devono aver intuito perchè nella Costituzione, non si dà ai partiti alcuna rilevanza Istituzionale ne Costituzionale, niente che possa far intendere una ben definita collocazione di essi, nella struttura del sistema politico del Paese, tanto è vero che la parola partito, in tutta la Costituzione compare solo una volta, mentre più volte è nominata la circoscrizione quale frazione di Popolazione residente in un circoscritto territorio e ad essa, soltanto ad essa, le si attribuisce il diritto ad essere rappresentata in Parlamento da un numero di seggi proporzionale al numero degl’abitanti della circoscrizione stessa e non si fa alcun cenno ne riferimento ai partiti, ciò significa che secondo la Costituzione, i candidati ai ruoli politici dovrebbero provenire, essere eletti, e rappresentare le circoscrizioni, ovvero i cittadini e non i partiti. Infatti una reale Sovranità dei Popoli non ha mai potuto e non potrà mai essere esercitata concretamente là dove Istituzioni ed Amministrazioni Pubbliche sono soggette all’ ingerenze dei partiti. Vi è una profonda distorsione di interpretazione, si fa passare per democrazia ciò che in realtà è ed è sempre stata partitocrazia meglio ancora oligarchia partitocratica. È vero che i partiti nella storia delle conquiste sociali hanno avuto un ruolo portante, ma solo ed unicamente come “soggetto associativo” di sostegno e supporto che in passato hanno veicolato grandi UOMINI i quali hanno lottato e talvolta dato la vita per la conquista della Pace, la Libertà, la Democrazia ed ogni altro Diritto Sociale. La maggior parte dei nostri partiti oggi veicolano parassiti coagulati in caste che operano contro i Cittadini, sono una minoranza i politici che mirano agl’interessi dei Cittadini e del Paese, i più fanno finta, ma perseguono interessi personali di poltrona e di parte. I partiti, anche i più onesti, virtuosi e severi, sono un terreno a rischio in cui, con estrema facilità, nascono e si consolidano corruzioni, tangenti, peculati, privilegi personali e clientelari, nepotismi, abusi, connivenze, apparentamenti con organizzazioni criminali, massonerie, mafie, caste e lobbies parassite, sempre ed unicamente a danno dei Cittadini. Il solo rischio potenziale è già più che una sufficiente ragione per procedere alla loro immediata soppressione. Esempi di partiti del tipo IdV funzionano finchè le persone funzionano, poi le persone vanno ma il rischio no, chi ci mette la mano sul fuoco scommettendo sul poi? I partiti hanno dimostrato di aver fallito in ogni funzione sociale nei confronti dei cittadini. I partiti si reggono su false promesse che sono costretti ed obbligati a fare all’elettorato, (regolarmente tradito), perchè senza il consenso dei cittadini non sono niente, più che niente. La realtà è che i partiti hanno esaurito il loro ruolo nella storia dell’evoluzione sociale, non rappresentano più nessuno se non che se stessi, vanno aboliti. I partiti sono un ostacolo, molto ONEROSO che si frappone tra il cittadino e la buona amministrazione. Con il recupero del danaro pubblico relativo al loro costo e alle conseguenti mangiatoie parassite, che si andrebbe a risparmiare abolendoli, oltre che a risanare l’economia del Paese, si potranno affrontare gl’ investimenti necessari per la realizzazione di un nuovo sistema politico da costruire su principi costituzionali come la sovranità reale dei cittadini. Praticamente una riforma istituzionale che oltre ad abolire i partiti, introduca delle regole attraverso le quali, coloro che andranno ad assumere delle cariche politiche ed amministrative nelle Istituzioni dell’ apparato dello Stato, siano eletti direttamente dai cittadini i quali andranno a scegliere le persone tra candidati incensurati a partire dai propri territori locali, ovvero ogni cittadino apparterrà (come ad esempio già ora per le circoscrizioni elettorali) ad una circoscrizione territorialmente definita ed in essa, i cittadini dovranno individuare i loro rappresentanti politici tra le persone della stessa circoscrizione, quindi non più individui legati a partiti ma alle proprie circoscrizioni, così come palesemente concepito dalla Costituzione. A tale scopo propongo un progetto strutturale per un sistema sociale che riconsegni ai Cittadini la Sovranità ed il controllo politico a partire dal territorio in cui ciascuno abita e appartiene, in questo modo si eliminerà quella grossa fetta di criminalità derivante dalle politiche delegate che consente ai politicanti di manovrare e manipolare i beni pubblici dietro le quinte, all’oscuro dai Cittadini.

COMUNITÀ LOCALE - “CL” - chi? cosa? dove ?

- Fino ad oggi i Cittadini hanno sempre delegato i partiti ad occuparsi della politica del Paese. - Con la legge elettorale attuale, i cittadini non possono più esprimere la propria preferenza perchè è stata introdotta una norma incostituzionale con la quale i partiti si sono arrogati l’arbitrio di designare alle cariche politiche, le persone che vogliono, ponendole nei ruoli istituzionali che a loro fa più comodo, fatto gravissimo perchè lede la Democrazia nei suoi principi fondamentali dei Diritti di Libertà e Sovranità. - Domanda: “Perchè dobbiamo delegare altri soggetti a decidere per noi?”. - Attenzione la domanda è provocatoria perchè non è riferita solo ai partiti, ma a tutte le forme di raggruppamenti, movimenti e associazioni precostituite in quanto si tratta sempre, dover delegare e consegnare la nostra fiducia in mano ad altri ricadendo recidivamente in quel rischio potenziale già su descritto, anche le liste civiche potrebbero funzionare fin tanto che qualcuno, sul modello di Beppe Grillo, conferisca loro il bollino dell’onestà, ma anche le persone al di sopra delle parti, prima o poi vanno e chi subentrerà avrà le stesse virtù ? - A questo punto sorge l’ interrogazione: “Se dobbiamo, scegliere qualcuno che ci rappresenti e assuma incarichi politici ed amministrativi nelle Istituzioni, chi dovrebbe gestire il potenziale umano nella scelta e nella candidatura delle persone ?”. La risposta è molto semplice: “noi stessi e non altri per nostro conto”. - Fermiamoci un momento e guardiamoci intorno facendo semplici riflessioni. Il luogo dove abitiamo è composto da un insieme di persone che vivono e si muovono in un territorio con più o meno annesse e connesse infrastrutture, mi riferisco a quel complesso ambientale e sociale composto dai vicini di casa, dalle scuole, dal rione, dai negozi, la chiesa, la parrocchia, la moschea, il paese, insediamenti produttivi, viabilità e così via, cioè tutta una serie di realtà umane e territoriali, di rapporti sociali e infrastrutture, che costituiscono l’ambiente in cui quotidianamente operiamo, agiamo, ci muoviamo, coltiviamo i nostri rapporti sociali, praticamente viviamo. Ebbene quella realtà, quel nucleo sociale, quell’insieme di persone con le quali, direttamente o indirettamente, condividiamo la nostra funzione del vivere quotidiano, costituisce il gruppo naturale al quale ciascuno di noi appartiene e che possiamo definire “COMUNITÀ LOCALE”, che non è una associazione precostituita bensì un gruppo, appunto, naturale che esiste e ne facciamo parte integrante dal momento stesso in cui abbiamo scelto e stabilito la nostra dimora, non volerlo accettare o in esso non riconoscersi è come non riconoscere di esistere, ameno che non si vada a vivere da soli e isolatamente da tutti e da tutto perchè una sola altra persona vicina a noi genererebbe già una micro Comunità Locale con precise esigenze di reciprocità sociali. All’interno di ogni Comunità Locale vi saranno naturalmente delle diversità sociali talvolta molto accentuate, mi riferisco alle differenze economiche, di culto, professionali, intellettuali, comportamentali, di mentalità ed altre, ebbene queste diversità costituiranno la ricchezza della comunità stessa perchè attraverso il dialogo potranno maturare da una parte la tolleranza, l’accettazione, l’insegnamento, il sostegno, l’aiuto, la solidarietà e dall’altra parte le conoscenze, l’integrazione, l’apprendimento e da tutte le parti il rispetto reciproco ed il rispetto dell’ambiente, praticamente un operare insieme al perseguimento di un unico obiettivo: il benessere sociale elevando la qualità della vita di ciascuno. - Ecco quindi il soggetto Comunità Locale, un gruppo naturale che esiste ed in cui ciascuno di noi è già inserito ed è assolutamente libero e non precostituito e che, opportunamente organizzato con delle semplici regole di legge, potrà gestire la potenzialità umana da destinare alle Istituzioni dello Stato. - Certamente non si potranno allontanare coloro che hanno problemi con la Giustizia perchè fanno parte integrante della società, ma sarà posta come condizione prima, il divieto assoluto alla candidatura, per qualsiasi ruolo politico e di pubblica amministrazione, a tutte le persone con precedenti penali o con processi penali a carico ed in corso fino a sentenza definitiva.

Costituzione e gestione delle COMUNITÀ LOCALI “CL”.

Primo e Massimo Soggetto Giuridico nel sistema Politico- Istituzionale, per l’esercizio reale della Sovranità dei Cittadini.

- Un piano di riforma politica senza i partiti o gruppi precostituiti è possibile quindi realizzare, tracciando un mosaico del territorio Nazionale, in cui ogni tassello costituisca un’ unità civica che chiameremo Comunità Locale “CL”. - In Italia abbiamo una popolazione di circa 60 milioni di persone, 8.103 Comuni distribuiti in 20 Regioni . - Ogni unità CL si debba considerare composta da circa 5000 cittadini abitanti residenti nel medesimo quartiere urbano o circondario rurale. - Ne conseguirà che su tutto il territorio Nazionale andranno a costituirsi circa 12.000 Comunità Locali. - L’ area territoriale di competenza ad ogni unità CL sarà costituita dall’ insieme delle aree di residenza e di uso comune che la popolazione, costituente l’unità stessa, abita. - Comuni con abitanti residenti inferiore a 4000 persone, si accorperanno con comunità confinanti per raggiungere il numero ideale alla costituzione di una unità CL - Comuni con abitanti superiore a 4000 e fino a 5000 si costituiranno in una unica unità CL. - Per i Comuni con oltre le 5000 abitanti, si procederà a dividere il numero degl’abitanti residenti per il numero ideale di 5000, la parte intera del risultato determinerà la quantità delle CL che si dovranno costituire nel Comune, mentre la quantità numerica reale delle persone per ogni CL, dipenderà dal resto aritmetico derivante dall’ operazione di divisione.

- Esempio: Un Comune con 39.638 abitanti : (diviso) “5000”(numero ideale) = 7 (con il resto di 4638) ciò significa che 7 (parte intera) saranno le CL quindi il comune si suddividerà in 7 parti territoriali in maniera tale che in ciascuna CL risultino all’incirca, lo stesso numero di abitanti, per cui: 39.638 abitanti , diviso 7 CL = 5662 cittadini per ogni CL con il resto di 4 quindi 6 CL saranno composte da 5662 persone ed una CL sarà composta da 5666

- È evidente che l’ esattezza matematica non potrà mai essere applicata al 100% per diversi motivi, per esempio, non si dovrà dividere gl’abitanti di un condominio o di un complesso condominiale su due diverse CL per rispettare la matematica, ma si adopererà il criterio di un equilibrio numerico nell’ottica di una logica territoriale. - È anche evidente che differenze trascurabili di poche unità, saranno nel tempo costantemente in variazione conseguentemente alle nascite, decessi, trasferimenti, composizioni e scomposizioni di famiglie, il sorgere di nuovi insediamenti abitativi,...etc. - Le variazioni demografiche rilevanti, oltre i limiti in senso crescente, comporterà uno sdoppiamento della CL o in caso inverso di decrescita al di sotto di un certo limite, si procederà all’accorpamento dei componenti alle CL immediatamente vicine. - Dal punto di vista tecnico, la composizione iniziale delle CL potrà essere facilmente determinabile con uno dei numerosi programmi che già esistono e con cui si possono elaborare dati di diversa natura, in questo caso si tratterebbe di abbinare i dati relativi ai residenti dei comuni con le planimetrie catastali (senza far riferimento ai proprietari, ma solo al numero degli abitanti che effettivamente risiedono in ogni singola particella catastale). Praticamente computerizzando i dati in un programma grafico, si farà in maniera che le particelle catastali appaiano sullo schermo con all’interno di ciascuna un numero che indichi la quantità di persone abitanti ed in essa residenti. L’operatore, clickando su più particelle adiacenti, queste rimarranno catturate all’interno di una unica linea di confine e nella sua area comparirà un numero unico pari alla sommatoria degli abitanti prima indicati separatamente nelle singole particelle. Così proseguendo l’operatore, attenendosi ad alcuni criteri prestabiliti, andrà ad aggiungere ulteriori particelle fino al raggiungimento della quota ideale di abitanti per la costituzione di una unità CL ed il risultato sarà quello di aver contemporaneamente identificato anche il territorio di competenza alla stessa CL. Analogamente si procederà per la definizione delle successive CL fino a copertura del territorio comunale. Ogni comune sarà dotato di analogo programma e di uguale procedura e ad ogni comune spetterà l’onere d’ informare ogni singolo cittadino o nucleo familiare, sia sul codice di identificazione della propria CL che sulle sue diverse funzioni: politiche, informative, consulenze e servizi e come agli stessi si potranno accedere. Il programma dovrà poi mantenersi collegato con le anagrafe medesime per registrare ed elaborare in tempo reale le variazioni che avverranno, quindi sarà lo stesso programma a segnalare quando una CL risulterà in eccedenza o in difetto numerico di abitanti, fornendo anche la possibile soluzione d’ intervento. - Le CL dovranno attenersi tutte alle stesse regole statutarie definite su proposte dettate dai Cittadini e portate a votazione in rete a livello Nazionale. - Le CL costituiranno il Soggetto Istituzionale di Base nella struttura politica del Paese. - Ogni CL disporrà di una sede quale punto di riferimento dei Cittadini con funzioni politiche, sociali e di servizi di vario tipo, tra cui anche consulenze professionali. - In ogni sede CL la comunità dovrà comporre il gruppo di gestione permanente che sarà costituito da un coordinatore/trice responsabile e degl’ addetti (il numero del personale è da stabilire secondo volume di lavoro presumibile) da assumere regolarmente ed i cui dipendenti dovranno essere abitanti residenti nella medesima CL anche se ciò può apparire discriminante in realtà trova giustificazione in due ragioni : la prima che ogni CL dovrà avere diritto alla stessa opportunità di posti di lavoro alla pari di ogni altra, la seconda che trattandosi di persone proveniente dallo stesso territorio e tessuto sociale, non solo conosceranno meglio di altri le problematiche ed i bisogni locali, ma essendone anche personalmente coinvolte, opereranno con maggior cognizione di causa e naturalmente con maggior interesse. - Il personale provvederà all’ organizzazione della sede ed alla sua amministrazione. I dipendenti potranno anche candidarsi per i ruoli politici, ma nel caso venissero eletti dovranno rinunciare definitivamente al posto di lavoro, in quanto lo stesso sarà assegnato ad altra persona senza reversibilità, anche fosse eletto per un solo mandato (questo paragrafo è da discutere e rivedere meglio legandolo probabilmente al livello ed al ruolo politico che le persone andranno ad assumere) - In ogni sede CL si dovrà formare il piano di lavoro e di coordinamento della comunità circoscrizionale, che sarà pubblicato e discusso in rete con i cittadini stessi e la cui finalità sarà quella di attivare tutti i meccanismi e supporti necessari tendenti al miglioramento ed al benessere della collettività che è raggiungibile solo ricercando comunitariamente il benessere di ogni singolo individuo. - Tramite la propria CL ogni cittadino potrà, presso la sede o entrando in rete nel sito corrispondente, controllare e partecipare alla gestione, del proprio territorio, del Comune, della Regione e della Nazione. . La differenza sostanziale tra il sistema politico attuale e quello in proposta, non riguarda soltanto l’assenza dei partiti, ma nel fatto che tutto l’Apparato Statale, tutte le Istituzioni ed Amministrazioni di pubblico interesse, saranno direttamente collegate con i Cittadini attraverso la rete non solo per controllare le attività politiche ed amministrative, ma anche per partecipare concretamente ed in tempo reale con proponimenti, discussioni e votazioni istantanee a tutte le attività di pubblico interesse e quindi, a tale scopo, in rete s’imposteranno dei siti opportunamente programmati per consentire una simile azione. -In rete sarà creato un sito Nazionale in cui saranno presenti, tutte le Istituzioni ed Amministrazioni, oltre che il Parlamento, tutti i Ministeri, Regioni, Comuni e tutte le CL, anche le Istituzioni Giudiziarie, di Ordine Pubblico, Militari, Sanitarie, Sindacali ed ogni altra, come già detto, di Pubblico interesse, ogni Istituzione avrà la sua pagina a cui corrisponderanno delle sottopagine per ogni singola materia e/o funzione che si voglia esaminare e prendere in considerazione fin nei minimi dettagli. - In rete si dovrà creare un sito tipo giornalmastro online esclusivo e separato dagl’altri dove, legato ad un sistema automatico di aggiornamento in tempo reale, saranno visibili tutti i bilanci finanziari a partire dallo Stato, Regioni, Comuni, tutti gl’ Enti ed i settori pubblici, privati e misti, che a qualsiasi titolo ricevono e o amministrino beni e/o denaro pubblico proveniente da ogni forma e/o tipo di pagamento come tasse, contributi, imposte dirette ed indirette, multe, spese, sovratasse, bolli, concessioni, contributi esteri per accordi internazionali, donazioni, lasciti ...etc. Si dovranno specificare gl’importi e la natura di ogni entrata e di ogni uscita, comprese tutte le paghe, stipendi, onorari ed altro che addetti pubblici e/o privati, di qualsiasi livello e a qualsiasi titolo, ricevono danaro pubblico. Si dovranno trascrivere i bilanci costantemente aggiornati di tutti i finanziamenti interni ed esteri, nazionali e locali, in entrata ed in uscita, specificando le provenienze, le spartizioni e le destinazioni, praticamente dall’emanazione fino all’ultimo beneficiario con tutti gl’intermedi passaggi sia per controllare l’esito sul buon fine del bene pubblico che per scoraggiare delitti di peculato . - Le CL dovranno operare in sinergia, in collegamento diretto e costante tra loro attraverso la rete, cooperando attivamente mediante uno scambio interattivo di informazioni, di esperienze e di soluzioni. - Un progetto che le CL dovranno andare a gestire, sarà quello di dare la possibilità a tutti di entrare in possesso di un PC affinchè ogni Cittadino possa godere del diritto alla informazione e di partecipazione attiva alla vita politica nonchè come mezzo di servizio personale per effettuare ogni genere di pratica burocratica. - Una funzione importantissima che le CL andranno a svolgere, sarà quella di dare ai Cittadini un servizio con l’intento di abbattere gli ostacoli ed i costi della burocrazia. - Ogni cittadino, in possesso del codice fiscale ed una password dovrà poter, in tempo reale, eseguire telematicamente qualsiasi richiesta ed operazione burocratica per qualsiasi necessità : “Atti di nascita, di morte, di servizio militare, pensionamento, atti ospedalieri, risultati di analisi mediche, atti e dichiarazioni fiscali, appuntamenti per consulenze mediche o legali o fiscali o altro, atti di proprietà, passaggi di proprietà, società, aziende, iscrizioni, passaporti, patenti, rinnovi, atti e documenti giudiziari, elezioni politiche,etc,..etc; senza giri di carte, senza giri a vuoto, senza attese, senza sportelli e sopratutto gratis o quasi, niente bolli, niente notai classe di privilegiati che senza fare niente si arricchiscono ingiustificatamente ed ingiustamente sulle spalle della collettività, prendiamo esempio dall’Inghilterra e da diversi altri paesi sopratutto nordici, dove atti notarili di qualsiasi genere hanno il costo della sola cancelleria relativa a due o tre euro e non di migliaia di euro come da noi, poi ancora, rinnovi automatici dove sussistono già gl’estremi e le condizioni di diritto, senza altri costi ed ulteriori perdite di tempo. Il mancato incasso di marche da bollo e tasse relative alle pratiche burocratiche, saranno di gran lunga inferiori ai costi di gestione degl’attuali, lenti, pesanti ed antiquati sistemi burocratici che sono un ostacolo frenante alla produttività ed alla evoluzione di una società dinamica e moderna. - Altro progetto che si potrà porre in atto, associando tutte le CL a livello Nazionale, dire basta alle banche private enti di usura e strozzinaggio legalizzato, parassiti della società che operano speculando e lucrando sui beni e capitali prodotti e guadagnati dal lavoro degl’altri, al loro posto dar vita ad un sistema di risparmio e credito sociale con partecipazione diretta dei cittadini la cui quota di ciascuno, dovrà essere proporzionale al capitale in deposito e la cui gestione, non a scopo di lucro, consenta l’acquisizione di migliori interessi sui capitali a risparmio e sopratutto consenta di elargire crediti agevolati al fine di promuovere piccole e medie attività economiche e per dare la possibilità a tutte le famiglie nell’opera di acquisto di una casa propria con restituzione del capitale, programmata in misura alle capacità finanziarie di ciascuno. Questa proposta potrebbe essere meglio definita se venisse elaborata da esperti economisti che in rete potrebbero incontrarsi intervenendo con proposte e progetti in uno scambio reciproco di valutazioni in maniera da mettere in rilievo i progetti migliori allo scopo di consentire l’individuazione del progetto ideale da porre in atto. - Con un processo analogo, in rete, si potranno affrontare tutti i temi e le questioni che riguardano la vita di una Nazione. Idee e proponimenti potranno giungere da ogni cittadino, ma per le questioni che richiedono conoscenze professionali, saranno gl’ordini professionali specifici ad essere gli unici qualificati, se pur a livello nazionale, ad esprimere una valutazione ed una scelta, per cui vi saranno materie che potranno essere trattate completamente da tutti i cittadini, mentre altre, pur potendo chiunque partecipare alle idee, solo chi ha le competenze professionali ed accademiche relative potrà giudicare e valutare. Con questa regolamentazione si eviterà che idee strampalate entrino casualmente in gioco solo per aver ottenuto un maggior grado di preferenza senza che le persone giudicanti fossero in piena cognizione di causa.

ELEZIONI POLITICHE

1° GRADO POLITICO - Le elezioni dovranno cominciare dalle CL medesime dove i Cittadini della comunità stessa eleggeranno i rappresentanti che andranno a comporre il Consiglio Comunale. 2° GRADO POLITICO - I Cittadini di ogni Comune, eleggeranno i rappresentanti che andranno a formare il Consiglio Regionale. 3° GRADO POLITICO - I Cittadini di ogni Regione, eleggeranno i rappresentanti che andranno al Parlamento. 4° GRADO POLITICO - I Cittadini della Nazione ovvero gl’ Italiani tutti, eleggeranno i Ministri indicando anche chi dovrà svolgere funzione di Primo Ministro. 5° GRADO POLITICO - I Cittadini Italiani eleggeranno i rappresentanti dell’Italia al Parlamento Europeo.

- L’assegnazione delle Presidenze e Vicepresidenze competeranno ai singoli collegi mentre per il Presidente della Repubblica si pronunceranno Governo Parlamento e Consigli Regionali. - I candidati dovranno sempre essere Cittadini residenti ed abitanti nel territorio relativo al collegio di candidatura, ovvero nella CL , nel Comune o nella Regione di appartenenza. - I candidati per ogni ruolo e livello dovranno postare in rete i loro requisiti, titoli , competenze ed insieme al curriculum vitae, una relazione in cui ognuno presenterà se stesso descrivendo le motivazioni che lo inducono a candidarsi, gl’obiettivi che si propone nonchè i programmi e le azioni che porrebbe in atto per il loro raggiungimento, cioè tutti elementi necessari agl’elettori per valutare e aggiudicare le preferenze. - Nessuno potrà candidarsi contemporaneamente in due o più seggi. - Nessuno a nessun livello potrà assumere contemporaneamente due o più incarichi Istituzionali, a maggior ragione se trattasi di Istituzioni in Ordinamenti diversi e ciò per ovvi motivi conflittuali. - Per tutti la candidatura sarà limitata a due mandati nello stesso seggio e chi in un seggio abbia già svolto due mandati, potrà successivamente candidarsi ad altri seggi per un solo mandato. - Nei casi di parità di voto si dovrà procedere secondo le regole del ballottaggio. - Le pari opportunità dei sessi, si dovranno esprimere concretamente nei fatti e non solo nelle intenzioni.

- Come si può osservare esiste la possibilità di un modello di società senza l’ingerenza dei partiti e senza l’intervento di altre forme di raggruppamenti più o meno civici “precostituiti”semplicemente cittadini per i cittadini e nel pieno rispetto della Costituzione, certamente sono necessarie delle riforme, ma solo nella parte ordinamentale della Costituzione.

RIFORME

- Le Riforme Istituzionali sono necessarie per creare un apparato dello Stato meno costoso ai cittadini e più efficiente nelle funzioni, così operando si materializzeranno automaticamente i fondi occorrenti per migliorare l’economia ed il benessere degl’Italiani. Abolizione dei PARTITI nel sistema della gestione politica, da non intendere nella sua forma di libertà associativa, che invece, se ripuliti eticamente e moralmente dall’inquinamento corruttivo, possono riabilitare la loro originale funzione di garanzia democratica nella tutela delle minoranze, nell’applicazione dei diritti, nello svolgimento di azioni sociali e assistenza ai servizi burocratici, controllo ambientale e controllo della gestione politica, ma tutto “dall’esterno” al sistema istituzionale dello stato, cioè, nelle Istituzioni e gestioni amministrative dello stato, devono sedere i rappresentanti dei cittadini per circoscrizione territoriale (”CL”, comuni e regioni), come sottinteso dalla Costituzione, e non per partito, spesso in accordata complicità di “spartizione” del bene pubblico a danno dei cittadini. Abolizione delle PROVINCIE. Abolizione delle COMUNITÀ MONTANE. Abolizione delle REGIONI AUTONOME ed extra finanziamenti. Abolizione di TUTTE LE FONDAZIONI INUTILI e PARASSITE Abolizione dei finanziamenti agl’ INCENERITORI e CENTRALI NUCLEARI. Abolizione dei finanziamenti alle STAMPE e GIORNALI. Abolizione dei finanziamenti alle TELEVISIONI E RADIO PRIVATE. Abolizione dei finanziamenti alle TELEVISIONI E RADIO DEI PARTITI.. Abolizione dei finanziamenti alle ARTI E MESTIERI “FASULLI” Abolizione dei finanziamenti alle CINEMATOGRAFIE “FALLITE”. Abolizione dei finanziamenti alle LOBBYS PARASSITE. Abolizione dei finanziamenti alle COMMISSIONI PERMANENTI “INUTILI”. Abolizione dei finanziamenti alle COOPERATIVE “INUTILI”. Abolizione dei finanziamenti alle ASSOCIAZIONI PER TUTELE “INUTILI”. Abolizione dei PRIVILEGI AI POLITICI. Abolizione dei PRIVILEGI FISCALI E DI MONOPOLIO ALLE CASTE E LOBBYES In definitiva si aboliscano tutti quei finanziamenti e privilegi fiscali destinati a lobbies e caste da cui i cittadini non ricevono alcun ritorno economico, ambientale, culturale o scientifico in proporzione al valore del costo. inoltre: - Riforma dell’apparato dello Stato nella composizione numerica di tutte le Istituzioni e revisione delle spettanze e competenze relative ad ogni ruolo e livello adeguandolo alla media europea. - Riforma e unificazione delle Camere in un unico Corpo Parlamentare, il Parlamento sarà composto da candidati eletti nella propria Regione di appartenenza ed in cui dovranno risultare essere residenti, il numero dei seggi per Regione sarà proporzionale alla popolazione, cioè un Seggio per ogni 80.000 abitanti più uno per ogni Regione a compensazione del resto aritmetico risultante dalla divisione, il risultato complessivo, considerato sull’attuale densità demografica, dovrebbe risultare essere circa di 780 Parlamentari. - Riforma e revisione di tutte le concessioni che lo Stato, ovvero i cittadini, concedono a società e privati, adeguando gl’interessi in tutela ed a favore dei cittadini, dando un taglio definitivo a quelle situazioni in cui società e/o privati sfruttano beni comuni a loro esclusivo vantaggio senza tornaconto per la comunità. . - Uno dei primissimi interventi da effettuare sulle Istituzioni è la netta e rigorosa separazione dei tre Ordinamenti dello Stato: LEGISLATIVO - ESECUTIVO - GIUDIZIARIO. Volutamente non li definisco poteri perchè tale spetta solo ed unicamente alla Sovranità Popolare. Nessuno, professionista, funzionario, impiegato o politico che svolge un ruolo in un Ordinamento può rivestire una carica o funzione contemporaneamente anche in altro Ordinamento. - Riforma del sistema Sindacale per un risanamento etico e morale che le ingerenze dei partiti hanno compromesso e per riattivare e ripristinare le sue originali funzioni in tutela dei Diritti di quella parte della società che a qualsiasi titolo abbia un rapporto di dipendenza nel tessuto economico del lavoro e sociale. Unificazione dei Sindacati in una unica sigla nazionale e quattro sottosigle dei principali settori sindacali che saranno distinti e separati, ciascuno con un proprio consiglio ed organigramma. I quattro settori saranno: operai, impiegati, dirigenti e professionisti, ogni settore disporrà di compartimenti relativi ad ogni singola e specifica attività. - Una ulteriore riforma che si potrebbe concepire per una migliore funzionalità e nonostante, meno costosa e meno burocratizzata istituzione è l’unificazione di tutti i Consigli Superiori : dei Magistrati, dello Stato, Corte Costituzionale, Supremo di Difesa e quello Nazionale dell’Economia e del Lavoro, in un unico Consiglio Superiore Nazionale che accorpi tutte le funzioni di cui sopra, naturalmente decentrando i temi a gruppi di lavoro, ma all’ interno stesso del CSN. Il CSN potrebbe comporsi, ad esempio, da 100 membri di cui 55 Magistrati ordinari, civili e penali, scelti per votazione da tutti i Magistrati d’ Italia e da 45 Cittadini, non magistrati, scelti per votazione dal Popolo Italiano e questo perchè trattandosi di organo garante, preposto al controllo ed alla vigilanza al di sopra e su ogni altro Organo Istituzionale ed Amministrativo dello Stato, è fondamentale vi sia una componente non corporativa a tutela e garanzia della Sovranità dei Cittadini. I membri non magistrati dovranno essere cittadini con titolo di laurea ed una buona conoscenza in una o più materie tra giuridica, amministrativa, commerciale, scienze politiche, biologia e ambiente. I membri non magistrati dovranno inoltre, secondo un piano di equità numerica da stabilire, essere cittadini provenienti dalle principali categorie della società civile, come istruzione, sanità, artigianato, agricoltura, industria, commercio, docenza, giornalismo,..., I candidati si dovranno presentare in rete con analoghe formalità come per i ruoli politici. Tutti i membri CSN avranno uguale diritto, il collegio si dovrà rinnovare ogni 7 anni ed ai membri sarà fatto divieto la candidatura oltre due mandati. Naturalmente la mia è solo una idea con lo scopo d’interessare gli esperti in materia affinchè suggeriscano le opportune riforme e dettino le appropriate leggi e regolamentazioni con l’intendimento di migliorare e snellire il sistema, rendendolo più funzionale e meno costoso. - Un intervento urgentissimo che si renderà necessario è, il ripristino della legalità secondo i principi originali della Costituzione in materia di Giustizia, dove si conferma il diritto universale dell’ uguaglianza secondo cui la legge è uguale per tutti, attualmente disattesa e calpestata proprio da chi dovrebbe garantirla che si è autoimmunizzato per scappare dalle pene conseguenti alle sue malefatte. Ripristino dei principi Costituzionali nei diritti processuali, nei diritti risarcimentali, nella certezza della pena, ripristino di una logica distinzione dei reati secondo una scala che tenga conto della loro gravità e pericolosità, sia in ambito civile che penale, nonchè un riadeguamento delle pene secondo la scala medesima, ovviamente reintroducendo anche quei reati che sono stati illecitamente estromessi per salvare indegnamente dei colpevoli politici.

- Concludendo tengo a precisare che il progetto è un esempio di organizzazione per poter concretamente esercitare la Sovranità Popolare che è possibile ottenere solo mediante una partecipazione diretta e non delegata ai partiti o altre forme di associazioni precostituite. Ciò non significa che le Comunità Locali debbano necessariamente essere formate da parti uguali di popolazione, ne che il numero delle persone per ogni CL da me ritenuto ideale, debba corrispondere esattamente a quelli da me indicati, ma mi auguro che insieme ne discutiamo in rete, mettiamo a votazione idee e proposte e cominciamo a muoverci secondo i canoni della vera democrazia esercitando la nostra Sovranità. Ciò che si deve leggere ed intendere in questo progetto è il principio ed il concetto di Comunità Locale, se poi si vuole chiamare con altro nome va anche bene, oppure, qualcuno potrebbe ritenere che i Comuni siano già sufficienti ad essere considerati Comunità Locale, mi trovano pienamente d’accordo per i piccoli e medi Comuni, ma per quelli i cui abitanti superano, ad esempio, le 15.000 unità, la denominazione di Comunità Locale credo opportuno si debba dare ai singoli quartieri o rioni in quanto li considero parti sociali con proprie identità e numericamente più a misura del cittadino in cui ogni singolo può meglio riconoscersi e riconoscere il proprio “gruppo naturale”.

marco turco

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start.txt · Last modified: 2007/09/05 19:15
 
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