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Prima di tutto: Perche' essere democratici?

Obiettivamente non credo si possa dimostrare la validita’ in assoluto della democrazia su altri sistemi di governo.

Tuttavia la sensazione di avere ottime ragioni per preferirla ad altri metodi di organizzazione della specie umana, rimane forte. Molto forte.

D’altra parte questo sistema sembra avere piu’ successo dei sistemi totalitari.

Quali sono le sorgenti da cui scaturisce il bisogno della democrazia? Io penso siano l’amore e la ragione insieme.

Dall’Amore... Intendiamoci. Per realizzare una qualche forma di democrazia basterebbe anche, piu’ limitatamente o in tono minore, la fiducia, il rispetto. Per lo meno una posizione di uguaglianza, di pari dignita’, peso (per lo meno) rispetto al potere di decidere le cose comuni o pubbliche.

Dalla Ragione... Perche’ quando non si pratica il concetto di democrazia si e’ destinati ad attardarsi ed a restare, prima o poi, schiacciati dalla vitalita’ di altri. Quando si ha a che fare con societa’ molto articolate occorre tenere presente interessi molto articolati. Se si volesse controllare autoritariamente una tale societa’ inevitabilmente se ne sacrificherebbero le capacita’ innovative e cio’ la destinerebbe a perire.

In generale una societa’, in cui esitono “diritto”, “giustizia”, “equita’“, probabilmente migliora una serie di fattori importanti per una societa’ complessa: fattori come la comunicazione, la coordinazione, la distribuzione e di conseguenza l’efficienza, la sicurezza, la ricchezza.

Che sia chiaro. L’ obiettivo non e’ l’appiattimento verso il basso. Non e’ tanto una ricerca dell’“uguaglianza”, ma piuttosto la ricerca dei modi per esaltare il valore dell’individuo insieme al riconoscimento del valore e dell’importanza della “solidarieta’“.

La “diversita’” nella solidarieta’ e’ un bene che non va disperso. L’abilita’ relativa di ciascun essere umano, entro un quadro di solidarieta’, andrebbe sempre sostenuta. Anche attraverso il meccanismo di libero mercato, e con un meccanismo pubblico che garantisca almeno una dignitosa sopravvivenza.

E’ proprio dall’esaltazione del ruolo di ciascun individuo, della sua unicita’, e dalla pari dignita’, dal pari diritto ad esistere e determinarsi che deriva la necessita’ della democrazia come forma della gestione delle attivita’ di interesse generale e dei possibili conflitti che questa può generare.

Democrazia e democrazia rappresentativa

Tutti sanno che democrazia significa ‘governo del popolo’. Semplice no? Ma in realta’ la democrazia che si e’ vista e che si vede praticata sulla faccia della terra e’ piuttosto lontana da questo semplice concetto.

Infatti molti limiti sono stati posti, e ancora sono posti, ad entrambi i termini ‘governo’ e ‘popolo’.

Il ‘popolo’, che dovrebbe avere il ‘governo’, non e’ mai stato la totalita’ dei cittadini di uno stato. Storicamente e’ sempre stato una parte selezionata dei cittadini. Gli Ateniesi, che hanno ‘inventato’ questo metodo, intendevano con la parola ‘popolo’ solo una piccola parte degli abitanti del territorio ateniese, escludendo tra gli altri gli schiavi e le donne.

Le democrazie moderne, nate dopo la rivoluzione francese, hanno escluso inizialmente tutta una serie di categorie: quelli che non possedevano terra o beni a sufficienza, quelli al di sotto di un certo reddito o che non pagavano tasse, gli schiavi, i residenti da meno di un certo periodo di tempo, gli uomini di un certo colore, le donne, quelli al di sotto di una certa eta’, e cosi’ via.

Questi limiti sono stati lentamente superati o ridotti e oggi, quando si parla di sistemi democratici, sappiamo che i limiti della parola ‘popolo’ sono in genere ridotti al possesso della cittadinanza, e dal superamento della maggiore eta’. Cosi’, dal punto di vista della parola ‘popolo’, la situazione e’ quasi soddisfacente.

Molto peggiore e’, invece, la situazione riguardo i limiti alla parola ‘governo’. Infatti fin dalla nascita delle democrazie moderne, il ‘governo’ non e’ mai stato del ‘popolo’, ma il ‘popolo’ si limitava, e ancora si limita, a scegliere, con le elezioni, alcuni dei suoi membri cui delega il potere di proporre, decidere, eseguire e controllare. Cosi’ il ‘governo’ non e’ piu’ del ‘popolo’, ma dei suoi rappresentanti.

Il ‘popolo’ si limita ad eleggere, deputati, senatori, governatori, presidenti ecc. ed essi soli hanno il potere di governare. Essi sono i ‘governanti’. Inoltre la delega viene data per un periodo di tempo fissato, piu’ o meno lungo, durante il quale il ‘popolo’ non puo’ cambiare i propri governanti, nemmeno se questi non piacciono piu’ a nessuno, o se non hanno piu’ la fiducia di nessuno! Cambiare i governanti prima della fine del mandato e’ piuttosto raro, ma soprattutto, non dipende piu’ dalla volonta’ del ‘popolo’. Per poterlo fare, bisogna aspettare le nuove elezioni. Questa, e’ la democrazia ‘rappresentativa’.

Che cos'e' la democrazia diretta?

La democrazia diretta tende a ridurre al minimo le restrizioni poste dalla democrazia rappresentativa alla parola ‘popolo’ e, ancor piu’, alla parola ‘governo’.

La democrazia ‘diretta’, diversamente da quella ‘rappresentativa’, consiste nella possibilita’ per il ‘popolo’ di autogovernarsi, appunto, direttamente, senza intermediazioni.

Questo significa che:

-In una democrazia diretta ogni singolo membro del ‘popolo’ ha il diritto di contribuire direttamente col proprio voto alle decisioni generali ed alle leggi, senza delegare un altro a farlo per lui.

-In una democrazia diretta, ogni membro del ‘popolo’ ha il diritto di proporre direttamente le leggi da decidere, senza delegare un altro a farlo per lui.

-In una democrazia diretta ognuno ha diritto di autocandidarsi per eseguire e mettere in atto le decisioni prese, senza limitare questo potere a pochi eletti.

-In una democrazia diretta, ogni membro del ‘popolo’ ha il diritto di controllare direttamente che le decisioni prese vengano eseguite correttamente, senza delegare altri a farlo per lui.

-In una democrazia diretta ogni singolo membro del ‘popolo’ ha il diritto di esprimere direttamente le proprie opinioni e pensieri, senza essere obbligato a delegare un altro a farlo per lui.

-In una democrazia diretta ogni singolo membro del ‘popolo’ ha comunque il diritto di delegare parte o tutto il proprio potere ad uno o piu’ altri membri che lo rappresentino. La delega oltre ad avere un limite di tempo, e’ sempre revocabile in qualsiasi momento, ed il controllo e’ cosi’ sempre nelle mani del ‘popolo’.

-Infine i membri del ‘popolo’ dovrebbero essere costituiti da tutti coloro che semplicemente siano capaci di praticare i diritti della democrazia diretta.

Questa e’, per me, la democrazia diretta, ma potrei dire che questa e’ semplicemente la democrazia vera.

pino strano